Monthly Archive for Dicembre, 2007

tanti auguri con Lucio

  

Quante volte mi sono emozionata con la sua musica, sono stata al suo ultimo concerto a Roma…ho fracassato un anello e mi sono massacrata un dito per battere le mani …e che dire di questa canzone?
Voglio augurare a tutti un meraviglioso 2008  attraverso la magia stellare, malinconica e graffiante di questo pezzo che è un autentico capolavoro.

L’anno che verrà (1978)

Lucio Dalla

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c’è una grossa novità,
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l’amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.

E se quest’anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch’io.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà io mi sto preparando è questa la novità

canzoni d’amore canzoni contro la guerra

‘Ndo vadduni da Scammacca
i carritteri ogni tantu
lassaunu i loru bisogni
e i muscuni ciabbulaunu supra
jeumu a caccia di lucettuli …
a litturina da Ciccum-Etnea
i saggi ginnici ‘u Nabuccu
a scola sta finennu.

Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi ‘nda ll’ossa
ccu tuttu ca fora c’è a guerra
mi sentu stranizza d’amuri
l’amuri

E quannu t’ancontru ‘nda strata
mi veni ‘na scossa ‘ndo cori
ccu tuttu ca fora si mori
na mori stranizza d’amuri
l’amuri

E quannu t’ancontru ‘nda strata
mi veni ‘na scossa ‘ndo cori
ccu tuttu ca fora si mori
na mori stranizza d’amuri
l’amuri

Man manu ca passunu i jonna
sta frevi mi trasi ‘nda ll’ossa
ccu tuttu ca fora c’è a guerra
mi sentu stranizza d’amuri
l’amuri.

Franco Battiato ha scritto soltanto tre canzoni in siciliano: Veni l’autunnu, Il cammino interminabile (parzialmente in siciliano) e questa Stranizza d’amuri che rappresenta senz’altro una delle sue cose migliori, sebbene sia una canzone rimasta a lungo nell’ombra. Forse la sua migliore canzone in assoluto. Un ricordo di un dopoguerra e degli anni dell’infanzia, forse le voci di una guerra appena passata (Battiato è nato nel 1945), e poche e semplicissime parole che sanno esprimere tutto.

fonte: http://www.prato.linux.it/

un piccolo gioco di fantasia…con 10 parole

Semmai dovessi rinascere, vorrei essere un animale… non un animale importante, solo un piccolo, docile, tenero, animale domestico. Ai bordi delle strade, se non avessi un padrone, lo cercherei fra i sorrisi dolci e splendenti delle belle signore che passano lungo i marciapiedi, quelle sole, con gli occhi accesi e la gioia nel cuore, in cerca di marito, quelle che non hanno ancora al dito un anello e sperano,ricche di aspettative, quelle con il rossetto brillante sulle labbra, pronte ad offrirle, scoppiettanti di salute e fremente attesa, pronte ad aprire il cuore anche ad uno come me. Potrei così svegliarmi al mattino su un caldo divano, nella casa calda, profumata di caffé.

scritto da me

Proposto da SARA
DA UN’DEA DI SERENA

VOLETE PROVARCI ANCHE VOI?

è passato Natale…

 

“Non c’è niente di più triste nel mondo che svegliarsi il giorno di Natale e non essere un bambino.”
(E. Bombeck)

nomination

 

http://www.thethinkingblog.com/2007/02/thinking-blogger-awards_11.html

TINCHING BLOGGHER AUORD

Nominata da Nadia e Flavio, con mio immenso stupore visto che sono nuova in questo mondo wordpressiano, eccomi a giocare anch’io e soprattutto a ringraziare… :) ma, come Oscar, penso che infrangerò alcune regole!!!!

Dunque le regole sono:

Regola primaria (5 Blogs That Make Me Think) OK

1) partecipare solo se si è stati nominati OK

2) lasciare un link al post originario inglese OK

3) inserire nel post il logo dello ‘Thinking Blogger Award’ OK

Allora forse no, non infrangerò alcuna regola…

Incontro un pò di difficoltà…sia perché i blog sarebbero più di 5, sia perché molti dei miei preferiti sono stati già nominati.

Comunque non esito a scegliere:

Giulia: non servono parole, è straordinaria. basta dare un’occhiata al suo blog per capire “pensare in un’altra luce: http://sapervedere.splinder.com/

Noemi: intensa, legge fino in fondo e non commenta mai se non ha qualcosa da dire

http://demi4jesus.wordpress.com/

Dona: straordinaria anche lei, una delle persone che mi ha aperto subito la porta della sua casa virtuale, con calore

http://withoutpretences.wordpress.com/

Elisa: raffinata, sobria, mai una parola di troppo

http://elisa3009.wordpress.com/

Ombra: se non lo conoscete già vi invito a visitarlo, lui si che è un grande cantastorie…

http://ombra.ilcannocchiale.it/

Spero di non aver commesso errori:)
Un abbraccio a Nadia e Flavio, orgogliosa di essere stata nominata da loro!

les oiseaux

 

braque georges les oiseaux 1953-1954 

Stamattina appena sveglia sentivo dentro quasi un battito d’ali, una musica, una strana inquietudine mista a gioia, un senso sottile d’attesa…ho avuto voglia di uscire sul balcone per seguire quel battito  che ancora vibrava dentro di me. Ho guardato in alto e ho visto gli uccelli, ad ali spiegate, due, tre, forse di più…allora ho pensato a lui, Franco Battiato, a questa meravigliosa canzone e, ancora adesso, sono quasi le quattro del pomeriggio, la sento…

Volano gli uccelli volano
nello spazio tra le nuvole
con le regole assegnate
a questa parte di universo
al nostro sistema solare.
Aprono le ali
scendono in picchiata atterrano meglio di aeroplani
cambiano le prospettive al mondo
voli imprevedibili ed ascese velocissime
traiettorie impercettibili
codici di geometria esistenziale.
Migrano gli uccelli emigrano
con il cambio di stagione
giochi di aperture alari
che nascondono segreti
di questo sistema solare.
Aprono le ali ecc.
Volano gli uccelli volano
nello spazio tra le nuvole
con le regole assegnate
a questa parte di universo
al nostro sistema solare.

ancora marcel…(ma è questo l’amore?)

 

Leggendo la recherche…mi sono soffermata a leggere e rileggere queste quattro righe, mi hanno colpito profondamente. E voi? Che ne pensate?

Swann, sentendo che spesso non riusciva a realizzare quello che lei sognava, cercava almeno, perché stesse bene con lui, di non contrastare quelle idee volgari, quel cattivo gusto che aveva in tutte le cose, e che d’altronde lui amava come tutto ciò che proveniva da lei, addirittura lo incantavano, perchè erano altrettanti elementi caratteristici grazie ai quali l’essenza di quella donna gli si manifestava, diventava visibile….

dalla parte di Swann..”Alla ricerca del tempo perduto”

« Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. »da “il tempo ritrovato”
   

e adesso parliamo d’amore…Marcel à Marie

Recollections of the Young Proust from the letters of Marie Nordlinger

Marie Nordlinger visita Proust, che è a letto malato, e lo trova intento all’accanita traduzione del Sésame, cui lavora ogni notte fino all’alba:

(circa 2 giugno 1905) “Torno dagli Stati Uniti dopo un’assenza di qualche mese, e lo trovo a letto, gli occhi infiammati, il viso scavato circondato da una lunga barba scura. Era davvero lui? Solo la voce sorrideva: “Baciatemi, Mary. Ogni giorno vi penso molto. Che avete? Avete visto delle belle cose in America?” Ma Sésame aspettava, e bisognava affrettarsi. Marcel Proust aveva un appuntamento urgente e capitale con se stesso, con il “libro essenziale”. Lavorammo insieme fino all’alba”
(Marie Nordlnger, Lettres è a une amie, 1942)
lettear di proust a Marie:

La tua mano che, come l’acqua, riflette le nuvole della tua mente e le sue immagini e, come l’onda col suo bell’impeto ritma la materia che prende fra le sue dita forti - fra le sue dita forti e accorte, a qual bel ramo d’oro, Ebe misteriosa, per magico dono ha sottratto il nettare purpureo di una quadrupla élitra?
Attraverso il vetro divino e traslucido vedo accanto allo smeraldo l’ametista che, se tu vorrai, farà meno triste il mio cuore!
Attorno alle bianche sfere del frutto delizioso sta la quadrupla formula che i cieli sa commuovere! E lo smalto cui tutto fai dire, o Marie, sia che il bel gallo canti o che il frutteto rida nel mirabile piatto dove ancora credo vedere, incluso nel pallido rame d’oro, l’azzurro marino! Sopra le onde vietate fà che il tuo remo palpiti! La materia è chiusa, socchiudila, Sesamo! E con quelle tue mani sempre più nobili e serene, pianta i gigli delle Regine sui tesori dei Re! Voglio alle tue preferenze aggiungere le mie: incastona le bellezze di Chartres e di Amiens nel flessibile rame e nello smalto ribelle: più ardua sarà l’opera e più bella. Tornerà il campanile a vivere nel suo cielo nuvoloso. Tu saprai ritrovare le vetrate nei tuoi giuochi. Lega le pietre di Venezia ai rubini di Reims.

“Siete fresca e graziosa come un ramo di biancospino” le aveva detto una volta Proust.

Marie Nordlinger studiava pittura e scultura e lavorava come smaltatrice per Sigfried Bing

fonte:

http://www.marcelproust.it/

favola è bello

Favola sul cielo e l’inferno

(Paulo Coelho)

 Un uomo, il suo cavallo e il suo cane camminavano lungo una strada. Mentre passavano vicino a un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all’istante. Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali. A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione…Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati ed assetati. A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d’oro, al centro della quale s’innalzava una fontana da cui sgorgava dell’acqua cristallina. Il viandante si rivolse all’uomo che sorvegliava l’entrata.“Buongiorno.”“Buongiorno,” rispose il guardiano.“Che luogo è mai questo, tanto bello?”“E’ il cielo.”“Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete!”“Puoi entrare e bere a volontà.” Il guardiano indicò la fontana.“Anche il mio cavallo e il mio cane hanno sete.”“Mi dispiace molto,” disse il guardiano, “ma qui non è permessa l’entrata agli animali.”L’uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo. Ringraziò il guardiano e proseguì.Dopo avere camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito di una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi. All’ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello; probabilmente era addormentato.“Buongiorno,” disse il viandante.L’uomo fece un cenno con il capo.“Io, il mio cavallo e il mio cane abbiamo molta sete.”“C’è una fonte tra quei massi,” disse l’uomo e, indicando il luogo, aggiunse: “potete bere a volontà.”L’uomo, il cavallo e il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.Il viandante andò a ringraziare. “Tornate quando volete,” rispose l’uomo.“A proposito, come si chiama questo posto?”“Cielo.”“Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là!”“Quello non è il cielo, è l’inferno.”Il viandante rimase perplesso. “Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome! Di certo, questa falsa informazione causa grandi confusioni!”“Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore. Perché là si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici…”