Il tuo punto debole? La sensibilità, l’empatia. Non riesco a non passare attraverso le emozioni degli altri.
Una cosa che ti rende felice? Non è semplice rispondere. La felicità è un istante, ma da molto tempo, da quando i miei genitori non ci sono più, non riesco a gustarne appieno il sapore. Ma la calma e la gioia negli occhi di mia figlia compensano questa grave perdita.
La prima cosa che fai al mattino? Mi stiracchio, spengo ripetutamente la sveglia.
L’ultima cosa che fai di sera?Dipende. Ma sono felice se riesco a formulare una preghiera, per me, per i giovani, per tutti i ragazzi che tornano a casa: (se non mi addormento prima)
Un sogno ricorrente? Anch’io come Fiore ho sognato per anni di perdere la mia bambina. Scompariva letteralmente ed io ero disperata. Recentemente la mia psicoterapeuta mi ha detto che quella bimba ero io. Non ho più fatto quel sogno…non ancora.
Hai piercing o tatuaggi? No, non amo in genere nulla che sia di ornamento al mio corpo… bracciali o collane o anelli. Raramente li indosso, ma non mi sento a mio agio.
Un errore che ti riconosci? Nelle discussioni insisto per cercare di approfondire o capire il punto di vista dell’altro. Raramente metto in discussione le mie opinioni, ma riconosco la libertà di pensiero.
Hai mai rubato? Mai.
Cosa fai se un gatto nero ti attraversa la strada? Lo seguo con gli occhi, amo i gatti e gli animali in genere. A casa ho due mici che adoro e che adorano me.
Di cosa hai paura? "Dell’insostenibile leggerezza dell’essere"
Hai attaccato la bandiera della pace alla finestra? No. Ma non era necessario.
Se fosse in tuo potere di risolvere un grande problema, uno solo, che affligge l’umanità su cosa cadrebbe la tua scelta? L’oppressione dei popoli soggetti alla dittatura.
Per cosa ti batteresti fino al rischio della vita? Per la vita di mia figlia.
Frase preferita? La libertà non sta nello scegliere tra il bianco e il nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. (Theodor W. Adorno)
Il tuo scrittore preferito? Che domanda difficile. Ma posso farcela. Italo Calvino.
Un libro che consiglieresti? Lascio a Calvino il titolo del preferito e consiglio , a chi non l’avesse ancora letto, "La Storia" di Elsa Morante.
Hai mai odiato qualcuno? Non so se fosse odio, ma ho provato rancore per qualcuno: un medico che ha lasciato che mia madre, moribonda, lasciasse l’ospedale. Ho odiato però me stessa, la fiducia che ho avuto in lui.
Se potessi far scomparire qualcuno con uno schiocco delle dita chi faresti scomparire? I pedofili. Chi tocca i bambini non ha il diritto di vivere.
Il tuo sogno più grande? Non è solo uno il sogno…ma il più grande è vedere sparire l’angoscia dagli occhi dei giovani. Che malattie come l’anoressia o la bulimia potessero essere sconfitte…
Caccia, sei contro o a favore? Contraria!
Se tuo figlio/a fosse gay sarebbe un problema? No. Ma non nascondo che mi preoccuperei per le sue difficoltà.
Cosa ti rifaresti dal chirurgo plastico? Assolutamente niente!
Credi alla superiorità della razza bianca? NO!!!
Credi al paranormale? Non lo so, credo però in una forza al di sopra della comprensione umana.
Gli alieni esistono? Non saprei, credo di essere abbastanza ignorante in proposito.
Il tuo pittore preferito? Leonardo.
Cosa bisogna avere dalla vita? La salute, l’amore, la pace.
Cosa non bisogna avere nella vita? Rimorsi e rimpianti.
Gustavo Selva, bloccato nel traffico nel giorno della visita di Bush a Roma, finge un malore per raggiungere in fretta gli studi di LA7dove è atteso. Così può approfittare di un’ambulanza che lo trasporterà “in diretta” negli studi della nota emittente televisiva. Dopo, come se non bastasse, si auto incensa in trasmissione per la sua furbata e scoppia lo scandalo!
La condanna applicata è: sei mesi più 200 euro di multa ( truffa aggravata per aver usufruito di un’ambulanza fingendo un malore per evitare il traffico e raggiungere uno studio tv) .Dopo la sentenza il senatore ha deciso di declinare lla sua candidatura nel collegio del Veneto.
"L’uomo che potete vedere e ascoltare nel filmato qui accanto si chiama Paolo Ravasin, presiede la Cellula Coscioni di Treviso ed è malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Pochi giorni fa Paolo ha registrato in questo video il proprio testamento biologico, affinché nessuno possa affermare, anche fra cent’anni, che vi siano dubbi sulla sua effettiva volontà.
Quello che vi chiedo, se anche voi avete a cuore la libertà di scelta e l’autodeterminazione delle persone, è di scrivere un post e inserire il filmato sul vostro blog, utilizzando il codice che potete scaricare cliccando qua.
Grazie a tutti per quello che potrete fare."
Alessandro e mina (calibano)
Il testo del testamento biologico di Paolo Ravasin
Io Paolo Ravasin nato a Ceggia, in provincia di Venezia il quattro aprile 1960, attualmente ospite presso la Casa Soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier, in provincia di Treviso e sono stato adeguatamente informato, nel corso di approfonditi colloqui con il dottor Agostino Paccagnella (06.02.08) e il dottor Guido Zerbinati (06.02.08 e 13.02.08) alla presenza del dottor Camillo Barbisan Presidente del Comitato di Bioetica dell’ULSS 9, dell’evoluzione della mia malattia e della conseguente indicazione ai relativi trattamenti. In particolare per quanto riguarda la possibilità di nutrirmi ed idratarmi. La mia ferma, convinta e documentata volontà in proposito è la seguente:"nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà.Inoltre, a partire dal momento in cui non fossi più in grado di nutrirmi e idratarmi attraverso la mia bocca rifiuto la somministrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e oltre altre patologie sopravvenienti intese come complicazioni. Accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione nella modalità di somministrazione che il mio medico - dottor. Guido Zerbinati o i suoi sostituti - riterrà appropriata.Affermo di essere stato informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà. Infine oppongo il mio rifiuto ad ogni trasferimento in strutture ospedaliere". Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione nel corso della quale ho letto la lettura di questo testo al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti.
Oggi…I bimbi a casa dalla scuola giocano con telefonini, videogiochi e telecomandi….
S.O.S: non è finito ancora il tempo delle favole!
C’era una volta un Principe che ritornando dalla caccia vide nella polvere, sul margine della via, un bimbo di forse otto anni che dormiva tranquillo. Scese da cavallo, lo svegliò:
- Che fai qui piccolino?
- Non so - rispose quegli, fissandolo senza timidezza.
- E tuo padre?
- Non so.
- E tua madre?
- Non so.
- Di dove sei?
- Non so.
Quel è il tuo nome?
- Non so.
Preso il bimbo in groppa, il Principe lo portò al suo castello e lo consegnò alla servitù, perché ne avesse cura.
E gli fu dato il nome Nonsò.
Quando ebbe vent’anni, il Principe lo prese per suo scudiero. Un giorno passando in città gli disse:
- Sono contento di te e voglio regalarti un cavallo, per tuo uso particolare.
Andarono alla fiera. Nonsò esaminava gli splendidi cavalli, ma nessuno gli piaceva e se ne andarono senza aver nulla comperato. Passando dinanzi ad un mulino videro una vecchia giumenta quasi cieca, che girava la macina. Nonsò guardò attentamente la bestia e disse:
- Signore, quello è il destriero che mi abbisogna!
- Tu scherzi!
- Signore, compratemelo e ne sarò felice.
Il Principe si sdegnò quasi, poi vedendo Nonsò supplicante, cedette alle sue preghiere e comperò la giumenta. Il mugnaio, consegnando la bestia a Nonsò, gli disse all’orecchio:
- Vedete questi nodi nella criniera della cavalla? Ogni volta che ne sfarete uno, essa vi porterà sull’istante a cinquecento leghe lontano.
Ritornarono a casa.
Pochi giorni dopo il Principe venne invitato dal Re, e Nonsò fu ospite col suo signore nel palazzo reale. Una notte di plenilunio passeggiava nel parco e vide appesa ad un albero una collana di diamanti che scintillava alla luna.
- Prendiamola, dunque… - disse ad alta voce.
- Guardati bene o te ne pentirai! - fece una voce ignota e vicina.
Si guardò intorno. Chi aveva parlato era il suo cavallo. Esitò un poco, ma poi si lasciò vincere dal desiderio e prese la collana.
Il Re aveva affidato a Nonsò la cura di alcuni suoi cavalli e di notte egli illuminava la sua scuderia con la collana sfavillante. Gli altri stallieri, gelosi di lui, cominciarono ad insinuare che nella scuderia di Nonsò splendeva una luce sospetta, che egli si dava a stregonerie misteriose. Il Re volle spiarlo; e una notte, entrando di subito nella scuderia, vide che la luce veniva dalla collana abbagliante, appesa ad una mangiatoia. Fece arrestare il giovane e convocò i saggi della capitale perché decifrassero una parola scritta sul fermaglio della collana. Uno studioso decrepito scoperse che il monile era della Bella dalle Chiome Verdi, la principessa più sdegnosa del mondo.
- Bisogna che tu mi conduca la principessa dalle Chiome Verdi - disse il Sovrano - o non c’è che la morte per te.
Nonsò era disperato.
Andò a rifugiarsi dalla vecchia giumenta e piangeva sulla sua magra criniera.
- Conosco la causa del tuo dolore - gli disse la bestia fedele, - è venuto il giorno del pentimento per la collana presa contro mio consiglio. Ma fa’ cuore ed ascoltami. Chiedi al Re molta avena e molto danaro, e mettiamoci in viaggio.
Il Re diede avena e danaro e Nonsò si mise in viaggio con la sua cavalla sparuta. Arrivarono al mare. Nonsò vide un pesce prigioniero fra le alghe.
- Libera quel poveretto! - gli consigliò la cavalla.
Nonsò ubbidì, e il pesce, emergendo con la testa sull’acqua, disse:
- Tu mi hai salvata la vita e il tuo benefizio non sarà dimenticato. Se tu abbisognassi di me, chiamami e verrò.
Poco dopo videro un uccello preso alla pania.
- Libera quel poveretto! - gli consigliò la giumenta.
Nonsò ubbidì e l’uccello disse:
- Grazie, Nonsò; quando ti sia necessario, chiamami e saprò sdebitarmi.
Giunsero dinanzi al castello della principessa.
- Entra - disse la giumenta - e non temere di nulla. Quando vedrai la Bella, invitala ad accompagnarti qui. Io danzerò per lei danze meravigliose.
Nonsò bussò al palazzo. Aprì una dama bellissima, ch’egli prese per la principessa in persona.
- Principessa…
- Non son io la principessa.
E l’accompagnò in un’altra sala dove l’attendeva una fanciulla più bella ancora.
E questa a sua volta l’accompagnò in una sala attigua da una compagna più bella di lei; e così di sala in sala, da una dama all’altra, sempre più bella, per abituare gli occhi di Nonsò alla bellezza troppo abbagliante della Bella dalle Chiome Verdi.
Questa lo accolse benevolmente, e dopo un giorno accondiscese a vedere la giumenta danzatrice.
- Saltatele in groppa, principessa, ed essa danzerà con voi danze meravigliose.
La Bella, un poco esitante, ubbidì.
Nonsò le balzò accanto, sciolse uno dei nodi della criniera e si trovarono di ritorno dinanzi al palazzo del Re.
- M’avete ingannata - gridava la principessa, - ma non mi do per vinta, e prima d’essere la sposa del Re vi farò piangere più d’una volta…
Nonsò sorrideva soddisfatto.
- Sire, eccovi la Bella dalle Chiome Verdi!
Il Re fu abbagliato di tanta bellezza e voleva sposarla all’istante.
Ma la principessa chiese che le si portasse prima una forcella d’oro tempestata di gemme che aveva dimenticato nello spogliatoio del suo castello.
E Nonsò fu incaricato dal Re della ricerca, pena la morte. Il giovane non osava ritornare al castello della Bella dalle Chiome Verdi, dopo il rapimento, e guardava la sua giumenta, accorato.
- Ti ricordi - disse questa - d’aver salvata la vita all’uccello impaniato? Chiamalo e t’aiuterà.
Nonsò chiamò e l’uccello comparve.
- Tranquillati, Nonsò! La forcella ti sarà portata.
E adunò tutti gli uccelli conosciuti, chiamandoli a nome. Comparvero tutti, ma nessuno era abbastanza piccolo per entrare dalla serratura nello spogliatoio della Bella. Vi riuscì finalmente il reattino, perdendovi quasi tutte le penne, e portò la forcella al desolato Nonsò. Nonsò presentò la forcella alla principessa.
- Al presente - disse il Re - voi non avete più motivo per ritardare le nozze.
- Sire, una cosa mi manca ancora e senza di essa non vi sposerò mai.
- Parlate, principessa, e ciò che vorrete sarà fatto.
- Un anello mi manca, un anello che mi cadde in mare, venendo qui…
Venne ingiunto a Nonsò di ritrovare l’anello, e quegli si mise in viaggio con la giumenta fedele. Giunto in riva al mare chiamò il pesce e questo comparve.
- Ritroveremo l’anello, fatti cuore!
E il pesce avvertì i compagni; la notizia si sparse in un attimo per tutto il mare e l’anello venne ritrovato poco dopo, tra i rami d’un corallo.
La principessa dovette acconsentire alle nozze.
Il giorno stabilito s’avviarono alla cattedrale con gran pompa e cerimonia.
Nonsò e la cavalla seguivano il corteo regale ed entrarono in chiesa con grave scandalo dei presenti.
Ma quando la cerimonia fu terminata, la pelle della giumenta cadde in terra e lasciò vedere una principessa più bella della Bella dalle Chiome Verdi. Essa prese Nonsò per mano:
- Sono la figlia del re di Tartaria. Vieni con me nel regno di mio padre e sarò la tua sposa.
Nonsò e la principessa presero congedo dagli astanti stupefatti, né più se n’ebbe novella.
Come al solito disattendo le regole dei meme, questo perché difficilmente riesco a scegliere, ma non posso fare a meno di ringraziare gli amici che mi dimostrano stima e mi premiano. Sarò un pochino presuntuosa? :) (peut-être)
Voglio quindi ringraziare
Loredana(la scatolina) per avermi assegnato questo riconoscimento e anche il blog
ARTE Y PICO(El arte es maravilloso, mas aun cuando se puede compartir con otros)
La motivazione: blog meritevoli per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!
Grazie Loredana!
Ma non è finita qui dopo aver ricevuto il premio di "Brillante Weblog" da
Non so parlare di politica e in generale preferisco non parlarne ma c’è un rifiuto in me che oggi, come in un’altra occasione in passato, ho bisogno di esplicitare: Il rifiuto della violenza morale, del sopruso e della sopraffazione, della prevaricazione, che e’,e dovrebbe essere, il centro della lotta contro la politica inefficiente, qualunque essa sia. Esaminando la storia dei movimenti operai non posso fare a meno di rilevare che spesso si sono battuti insieme, e hanno manifestato fianco a fianco lavoratori di ogni colore politico che sono stati sempre e in ugual misura presenti e operanti. Sistema di potere e azione contro il potere sono due forze opposte che si battono da sempre, di qualsiasi colore il potere sia, ma questa lotta è un insuccesso per il sistema di potere stesso. I movimenti delle donne in passato sono stati il cuore della lotta contro il potere e anche della lotta antimafia. Il sistema di potere è una delle espressioni più evidenti di una forma di oppressione, naturalmente la peggiore forma di potere e di governo è il totalitarismo. Mi schiero contro ogni forma di sopraffazione e discriminazione: se non si riconosce questo si nega ogni evidenza storico-politica. Ho letto fiumi di libri sui gulag (che ancora fanno fatica a entrare nella coscienza dell’opinione pubblica) e sui campi di sterminio nazisti..senza elencarne troppi altri: è stato per me così sconvolgente che ho faticato a vedere il film “Il pianista” di Roman Polanski ( ne avevo visti già troppi sull’argomento, ma quello è stato particolarmente devastante). La nonviolenza è per me una scelta ideale e non politica e qualunque sistema di potere sia stato fondato sulla violenza ha avuto comunque un’eco drammatica d’opposizione che ha poi determinato ulteriori e inimmaginabili numeri di morti. Dunque morte chiama morte nell’eterna lotta al potere , violenza chiama violenza. Essere radicale è per me una scelta morale e non una scelta politica, in quanto è specificatamente "lotta contro ogni forma di sopruso o violenza". Il radicale trae ispirazione dal radicalismo che è un vastissimo orientamento di idee, più che una precisa formazione politica, sorto in Inghilterra nei sec.XVII-XVIII e che si è poi diffuso anche sul continente,al fine di portare un profondo rinnovamento in tutti i settori della vita politica. Credete che il mio modo di pensare sia utopico? Forse si…perchè non saranno mai abbastanza quelli dalla nostra parte fino a dimostrare la possibilità di un governo di "non potere" e di salvaguardia dei diritti più fondamentali dell’uomo. Senza esitazione alcuna scrivo quello che sto scrivendo anche se non avrei voluto perché le mie idee si discostano dal motivo per cui io sono presente nella famiglia dei blogger. In difesa dell’oppresso non c’è sicuramente la violenza politica del potente quando non sostiene lo stato di diritto, quando non impedisce la guerra , quando non urla e scende in piazza con il popolo contro le barbarie ,contro la pedofilia, contro gli stupri, ma si limita ad affacciarsi a "porta a porta" per il discorsetto di circostanza (che pena, faccia a faccia, di diverso colore, si sputano in viso le reciproche le colpe), quando non si batte contro ogni forma di totalitarismo che sia o meno manifesta, quando ci priva dei beni basilari e sostanziali come quello di poter dichiarare con la nostra voce qual è il nostro pensiero. Cosa non accettabile per la dignità umana. Qualcuno mi ha detto che non posso esprimere così dichiaratamente le mie idee perché ci sono dei giovani che leggono i nostri post ed essendo uno spazio pubblico non posso farlo. Evviva la salvaguardia della libertà d’espressione! Questo mio scritto, queste mie idee sono per voi così dissacranti? Mettono in pericolo le fragili coscienze dei giovani? Bè, io le ho espresse con dignità e mi sento tranquilla, e qui mi fermo.
«Non abbiamo tanto bisogno dell’aiuto degli amici, quanto della certezza del loro aiuto»
SCATTI D'IMMENSO
Scatti d’immenso, festa di fine estate
organizzata con il Portale Manuale
di Mari e Nicla Morletti
in occasione della
Quindicesima Giornata Mondiale Alzheimer.
Gli autori delle opere più belle riceveranno dei doni.
Per saperne di più e partecipare clicca sulla foto di
Robert Doisneau