Così piccola procedi intrepida sulle esili gambe, il pacco stretto sotto il braccio scarno brucia di paura riflessa, dove, come in acqua di pozzo profondo, ci resisti appena, con il mento ancora sotto e la bocca a cercare il respiro. Ma questo lo sai solo tu… che stai affogando. Gli altri non possono vedere. Passi veloci dietro e ti senti spacciata. Un colpo sordo là, al centro del petto, la paura punge oltre a dolere. Minuscola ladra telecomandata ti aspettano al campo, forse hanno già il primo boccone che scende giù per la gola avida e tu, in ritardo, tiri su il fiato per un istante. Diritta la schiena e  il cammino riprende, quei passi non sono per te, affrettati. 

(il pensiero di un attimo)

 

F.