Monthly Archive for Luglio, 2008Page 3 of 5

Lugano addio (quando il ricordo è dolore)

.. Le scarpe da tennis bianche e blu, seni pesanti e labbra rosse e la giacca a vento. Oh! Marta io ti ricordo così il tuo sorriso e i tuoi capelli, fermi come il lago. "Lugano addio" cantavi, mentre la mano mi tenevi "Canta con me" tu mi dicevi ed io cantavo di un posto che non avevo visto mai. Tu, tu mi parlavi di frontiere di finanzieri e contrabbando mi scaldavo ai tuoi racconti "E mio padre sì" tu mi dicevi "quassù in montagna ha combattuto" Poi del mio mi domandavi. Ed io pensavo a casa mio padre fermo sulla spiaggia, le reti al sole i pescherecci in alto mare, conchiglie e stelle le bestemmie e il suo dolore. Oh, Marta io ti ricordo così il tuo sorriso e tuoi capelli, fermi come il lago. Po, po, po… "Lugano addio cantavi" mentre la mano mi tenevi "addio" cantavi e non per falsa ingenuità tu ci credevi e adesso anch’io che sono qua. Oh, Marta mia addio, ti ricordo così il tuo sorriso e tuoi capelli, fermi come il lago. ….

 

IVAN GRAZIANI era così: vendere gli era importato sempre poco. Così le sue canzoni famose o meno sono tutte delle storie che lui ha vissuto o ha immaginato di vivere… 

 

IVAN GRAZIANI

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pezzi di vetro (spesso ce li troviamo nel cuore)

De Andrè e De Gregori

La foto è tratta dal numero 20 e 22 di "Emozioni d’ Autore", iniziativa editoriale della "De Agostini" che si occupa di Francesco De Gregori, Venditti e di "Folkstudio", mitico locale romano. 

L’uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,
sotto l’angolo retto di una stella.
Niente a che vedere col circo,
né acrobata né mangiatore di fuoco,
piuttosto un santo a piedi nudi,
quando vedi che non si taglia, già lo sai.
Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent’anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
"è mia"; sottindente la vita.
E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un pò di tempo fà che ora si è fermata qua.
Non conosce paura l’uomo che salta
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,
perchè ferirsi non è possibile,
morire meno che mai e poi mai.

Insieme visitate la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice "È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito".
E non hai capito ancora come mai,
gli hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai.

francesco de gregori

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la distruzione

 

Les Fleurs du Mal
Edizione del 1857, copia corretta da Baudelaire.

Senza tregua, al mio fianco, affannato il Demonio

mi alita tutt’intorno, vago soffio d’inferno.

Io lo respiro, e sento che mi brucia i polmoni,

vi inietta un desiderio colpevole ed eterno.

Conoscendo il mio amore per l’arte spesso prende

le forme seducenti di una donna fatale

e con sottili inganni e con raggiri rende

le mie labbra assuefatte a ogni filtro letale.

Mi trasporta lontano dallo sguardo divino,

e ansante, affaticato, mi sospinge fino

ai campi della Noia, avvallati, deserti,

e getta nei miei occhi in preda a confusione

luridi vestimenti, ferite ancora aperte

e sanguinosi arnesi cari alla distruzione.

FLEURS DU MAL

CIX

traduzione a cura di Antonio Prete

La destruction

 

 

Sans cesse à mes côtés s’agite le Démon;
II nage autour de moi comme un air impalpable;
Je l’avale et le sens qui brûle mon poumon
Et l’emplit d’un désir éternel et coupable.
 

Parfois il prend, sachant mon grand amour de l’Art,
La forme de la plus séduisante des femmes,
Et, sous de spécieux prétextes de cafard,
Accoutume ma lèvre à des philtres infâmes.
 

II me conduit ainsi, loin du regard de Dieu,
Haletant et brisé de fatigue, au milieu
Des plaines de l’Ennui, profondes et désertes,
 

Et jette dans mes yeux pleins de confusion
Des vêtements souillés, des blessures ouvertes,
Et l’appareil sanglant de la Destruction!

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