Archive for the 'medicina e psicologia' Category

casa mia, casa mia….

san lorenzo fuori le mura

Da oggi ho una casa nuova!!! Si fa per dire, è una casa da ristrutturare, da radere al suolo e ristrutturare…in un quartiere che amo, nella città che amo.

Di seguito la mia poesia su Roma pubblicata nell’Antologia “Raccontare Roma visioni poetiche della città” collana Poiesis della Giulio Perrone Editore presentato e introdotto da Walter Mauro.

Roma pensata come un paesaggio magnetico, un universo, in questi componimenti in cui si mescolano voci e prospettive deiverse. Giovani poeti e meno giovani, tra loro molti esordienti, hanno costruito una loro personale immagine della metropoli: partono da un dettaglio, lo ingigantiscono, o ne accumulano diversi - a comporre un minimo itinerario esistenziale e cittadino insieme. Un vario e difforme tracciato di strade, tunnel di foglie e rami, palazzi periferici che offrono ombra nei giorni caldi; oasi silenziose di piazze, barriere laminate d’auto, chiese. Che cosìè oggi Roma? E come si fa a raccontarla? Dimostrano molti di questi autori che al caos dell’oggi si può ancora far fronte, scommettendo sulla forza dei versi e sulla concentrazione, sulla precisione di uno sguardo che riesce a isolare, a mettere a fuoco.

Walter Mauro

GLI OCCHI DI ROMA

Roma di strade intrecciate da umori,

di palazzi, di immagini, di Re.

Roma nascosta di eroi e suggestioni,

Roma all’aperto di Dolce vita e Caffè.

Roma di mercatini, di gatti, di passioni,

di fontane e papaveri , di scorci e di portoni.

Roma degli oratori, di ponti e gallerie,

Roma di passeracci, Roma di trattorie.

Roma di mezzogiorni scanditi da campane,

Roma delle carrozze, Roma delle fontane.

Roma di archi e chiese, Roma di luce eterna,

di anfiteatri e piazze, Roma della Cisterna.

Roma di mattoncini nelle strade assolate,

Roma della fontana delle Vittorie Alate.

Roma di cantori di teatro e di genti,

Roma di lunga storia di attimi fulgenti.

Roma dello Zodiaco, di una notte sofferta,

Roma di San Lorenzo, Roma Città aperta.

F.

terre di mezzo

 

 

 

 


A gennaio AIRC dà il buon anno alla ricerca sul cancro con l’iniziativa “Le Arance della Salute”.

Basta un contributo associativo minimo per ricevere in omaggio una reticella di arance, di qualità e provenienza garantite, contrassegnate dal marchio dell’Associazione.

Questo contributo consente di fare il pieno di vitamine, far del bene alla ricerca e diventare Soci AIRC per un anno.
Un’idea così salutare, visto che le arance sono fra i protagonisti di una corretta alimentazione, viene diffusa da una campagna pubblicitaria e concretizzata dai Comitati Regionali AIRC che, grazie all’impegno dei volontari, animano le piazze di tutta Italia in una giornata di festa e di incontro.

 

 

 

 

 

http://www.airc.it/


terre di mezzo

Il nome l’abbiamo scelto

 

avendo in mente quei luoghi desolati,

 

eppure talvolta splendidi,

 

che dividono due nazioni,

 

due modi di essere,

 

due culture.

 

Terre di mezzo,

 

Terre di nessuno.

 

Le attraversi veloce,

 

dopo aver varcato un confine.

 

Ti senti un poco straniero.

 

Nessuno si ferma.

 

Ce ne sono tante

 

di queste “terre di mezzo”

 

nella vita,

 

frontiere invalicate,

 

luoghi ed esperienze

 

attraversati in fretta.

 

senza quasi alzare lo sguardo;

 

spazi dove l’altro

 

non solo è uno straniero,

 

ma forse anche un nemico.

 

Incominciare ad abitare

 

le terre di mezzo,

 

e farle ridiventare terre di tutti.

 

E’ il nostro augurio.”

 

http://www.terre.it/

 

 

 

 

Al mondo “irreale” detto “terra di mezzo” voglio riferire tutte le nostre
emozioni quando non hanno ancora una loro forma precisa, o le nostre
sofferenze in quello stato di limbo, di vaghezza.. che le riconduce, piano,
alla loro terra d’origine nella quale noi, forse, non vorremmo più tornare.

Ma soprattutto mi rivolgo a chi soffre nella malattia:
“Vorrei poteste considerare “terre di mezzo” luoghi di passaggio tra la
malattia e la salute, là dove costruiamo la speranza e la forza per
ricondurci ancora al benessere, alla vitalità, ed ancora alla vita.”

Pronti per un nuovo volo

la rinascita

Davide Iaione: “nuova vita” tecnica mista su cartonplume

Quale che sia sia la diagnosi, la prognosi, la risposta alle terapie, non ci sono tumori di scarsa importanza.

E’ la stessa parola che lancia nel vuoto, snatura, sradica, gratta via la pelle dal cuore, dall’anima, trasforma. E forse chi ama queste persone  non può che lasciarle “da parte” in alcuni istanti (che sembreranno secoli) perché troppo grande è il dolore che si deve condividere con loro. Il tumore credo rappresenti, sempre, per l’ammalato e per la sua famiglia, una prova scioccante, un evento tanto imprevisto quanto sconvolgente.Questo riguarda tutti gli aspetti della vita: il rapporto con il proprio corpo, il significato dato alla propria realtà, all’immagine che abbiamo di noi stessi e che immaginiamo gli altri abbiano di noi.

Qualcuno dopo un tumore ha cambiato il proprio aspetto fuori e dentro, ha provato l’abbandono e non certo perché gli altri lo avevano abbandonato, tutt’altro, ma perché loro stessi, con la malattia, avevano rinunciato ad una vita “normale” per lo scoramento, assumendo comportamenti aggressivi, sconcertanti o lamentosi e cambiando  non si sono resi riconoscibili .
Naturalmente, come si evince, credo, da quello che ho sottolineato all’inizio di questo post, mi sto riferendo a persone che sono guarite, che hanno superato definitivamente la malattia.
“Come potevano amarmi come prima se io ormai non ero più lo stesso? ” mi ha confessatoun amico “Mi amavano si, ma sanguinando, con dolore, ed io non capivo, non sapevo”
Poi hascritto:

“Mie dolci creature divenute vittime del mio dolore. Non c’è niente che conti per me più di voi e della vostra felicità e tutta l’energia che ho la spenderò adesso per risarcirvi, per restituirvi quello che vi ho tolto anche se dovessi passare attraverso tanti altri errori farò in modo che essi pesino solo su di me”
“Per alcuni l’evento tumore è stato il più potente agente di cambiamenti esistenziali occorso in tutta la vita, ha spinto a cambiare affetti, lavoro e casa, luoghi e persone, ponendo la base di una rinascita complessiva; rinascita che era come invocata dal corpo attraverso la malattia, capace di minacciare la vita.”(citazione)
Per queste persone che hanno saputo ascoltare il linguaggio profondo del corpo, la malattia ha rappresentato l’inizio di una nuova vita, ma in questa nuova vita l’amore per la famiglia, per chi si ama più di noi stessi, non può che crescere.

Mi auguro siano in molti a sentire dentro si sé crescere il seme dela rinascita. (l’altro aspetto delle cose)