Archive for the 'pensieri crudeli' Category

scavato a fondo

“l’enfer c’est les autres” :Sartre

Ancora pensieri crudeli stasera. Troppo tempo era passato senza che si affollassero dentro di me. Quasi speravo e invece, improvvisi come un fulmine quando il cielo è terso, sono arrivati pungenti come aghi sottili a rimestare il dolore assopito in un rosso cupo infornato a fuoco caldo là dove più a fondo vi scavano …e più il pensiero si affaccia e più aumenta la fiamma e il calore.

F. 

“nel dolore ci si riconosce” breve epilogo di una lunga vita

salvatore pepe

Era strano vederla così svagata, lei che di solito viveva quasi in allarme, chissà poi per chi o per cosa. Ormai nulla sembrava più interessarla o riguardarla direttamente, al di fuori della sua preziosa agenda che era solita aggiornare quotidianamente e dove in quei giorni (constatai in seguito) scarabocchiava soltanto, mettendo in fila innumerevoli ghirighori a incorniciare la pagina, come alle elementari. Se squillava il telefono ed era uno dei suoi figli lei, che di solito ti strappava la cornetta di mano per l’ansia di sentirne la voce al di la del filo, ora diceva sbadatamente -dì che richiamo io..- Quest’insolito e inquietante atteggiamento mi allarmò e tentai di spiegare agli altri, ai suoi figli, che qualcosa andava per il verso sbagliato, ma non sembravano preoccuparsene, erano preoccupati semmai del mio eccessivo allarmismo. -Che le prende?- borbottavano tra loro. Ma io sapevo di essere nel giusto.

Una mattina andai a trovarla di sorpresa, dopo aver comprato un paio di lenzuola decorate con piccolissimi fiori rosa pallido ( ancora -sono un po’ lise ormai- quando le metto ripenso a quel giorno). Suonai al citofono. Aprì il cancello e la porta d’ingresso, ma si fece trovare in bagno e da là urlò con una voce che sembrava non appartenerle: -torna un altro giorno, ho da fare!- Altra “cosa” che non era da lei che sarebbe corsa alla porta, magari mentre tirava su di fretta le braghe, tale era il suo entusiasmo ogni qual volta qualcuno di noi andava a trovarla: -restate a pranzo!- era sua consuetudine ripetere ed insistere fino ad ottenere il consenso. E questa volta?

Questa volta se ne stava chiusa in bagno con la porta d’ingresso spalancata a dirmi che dovevo tornare un altro giorno.

Esitai. Scesi giù per le scale sbigottita, con una sensazione di forte angoscia, con uno stato d’animo indefinibile. -Devo avvertire Antonio- pensavo -ed anche gli altri figli, che si convincano che non sono un’invasata e che devono subito chiamare un medico senza rimandare ancora. Non so cos’abbia , ma di certo non è lei. Deve essere posseduta…-

Il mattino successivo finalmente la portammo in clinica e, dopo un’accurata visita e l’emogas analisi, ci dissero che per un’ insufficienza respiratoria il tasso di anidride carbonica nel sangue aveva superato quello dell’ossigeno e questo aveva determinato il marcato cambiamento di personalità. -Brava!- si congratulò con me il suo cardiologo -abbiamo fatto appena in tempo!-. Ma dopo qualche ora sopraggiunse il coma e fu trasportata in rianimazione per una tracheostomia. Rimase lì a lungo, per mesi comunicammo solo con biglietti passati attraverso la sottile fessura sotto il grande vetro opaco di migliaia di fiati sospesi attraverso il quale si riusciva a malapena a distinguerla, ma ne uscì vittoriosa per via di una forza di volontà che in pochi ho individuato.

Era soltanto il 1989, il grande dolore della perdita del marito probabilmente aveva dato il suo contributo, ma lei ce l’aveva fatta. Nel 1999, dopo la la prematura morte del figlio Francesco, fratello maggiore di Antonio, mio marito, mia suocera cominciò a non stare bene ancora, non lamentava il suo dolore, ma il dolore mette radici dentro e distrugge quello che trova, specialmente se inespresso.

Nel 2002 se n’è andata per sempre, lottando fino alla fine. Leggo spesso negli occhi dell’uomo che amo il dolore della perdita, ma è un dolore che riconosco e so come affrontarlo. E’ come specchiarmi nei miei stessi occhi e scoprire che è lo stesso dolore, proprio lo stesso, che infiamma ancora il mio cuore per voi, miei adorati mamma e papà.

Nel lutto”parlarne è meglio che evitare di farlo”.
Cercare il modo per affrontare il dolore della perdita aiuta ad prepararci per far fronte alla situazione. Evitare di parlarne può far emergere qualcosa di molto pericoloso, come la malattia.

Concedere al dolore il lusso di esplodere è l’unico aiuto che possiamo consentire a noi stessi.

pensieri crudeli

Quanti strani, nostalgici pensieri ho in serbo per stasera. Quanto mi sei mancata oggi con quel sorriso largo e l’incavo liscio del seno, e le ginocchia sbucciate. Volevi il mercuro cromo, niente acqua ossigenata o disinfeettanti d’altro tipo, solo il mercuro cromo. Che tenera ossessione.

Mi chiamavi sempre alla stessa ora, ricordi ? Ed io riconoscevo il trillo. Non è buffo mamma? Ero scortese a volte…”che c’è ancora?”.

Quanto darei oggi per quel trillo? Quante volte ho pensato…”se potessi averla ancora sarei disposta a tutto”, e mi metto a scorrere  tutte le possibili rinunce, tutti i sacrifici che valessero un tuo ritorno…impossibile.

Disposta a tutto per il profumo di borotalco che annusavo tra le pieghe del tuo collo candido quando mi avvicinavo per lasciarti un bacio.

Buonanotte mamma.

dal mio diario: pensieri crudeli

 
Non vorrei pensieri crudeli in questa notte di San Lorenzo, in questa magica notte di stelle cadenti che se ne vedi una e la catturi con gli occhi quella speranza nascosta nel cuore può diventare verità . Eppure nostalgici pensieri nutriti di crudeltà arrivano piano a smarrire il mio sogno, il mio tempo. -Dove ci ha portato questo lungo tragitto?- Vorrei chiedere a chi ha fatto un pezzo di strada con me. Perché a volte non riconosco il volto nello specchio? Perché le notti lontane mi sembrano più vive, più vissute, più spesse, ed ora c’è tutto questo rimestio nel cuore? Cosa manca a questa donna matura che ha l’amore del suo uomo, di sua figlia, che corrisponde amore? Questo pensiero che dalla testa serpeggia diritto al cuore e trafigge e penetra e resta, un pensiero crudele si, dove nasce? Nel rimpianto?Nel rimpianto di non avervi accanto ora che siete andati e mi avete lasciata in prima fila? Pensatemi stanotte amori miei lontani, ingoiati dal cielo.
Ore, forse giorni di pensieri crudeli. Pensieri che si affollano, si intrecciano, si sfidano. Pensieri che tormentano. E rivedo il tuo volto prima della festa, il tuo vestito azzurro con schizzi d’arancio che adesso è là , sulla seggiola scarna, e aspetta di essere ancora…sulle mie spalle, forse? Ormai adulte e leggermente piegate in avanti? O su quelle esili e morbide e fresche di un’agile e tenera gazzella? Quella che ti teneva la mano in quegli ultimi istanti…ricordi mammma?
C’è un’ombra nella mia storia. Forse non posso fare nulla perché quest’ombra si dissolva?Qualcuno getta ombre nelle vite degli altri? Si,anche se inconsapevolmente cammina eretto lungo la propria strada sconfinando nella strada dell’altro, a infrangere il silenzio, a sporcare un quadro perfetto con la macchia dell’ingenua stupidità .
Pensieri crudeli mi apre la porta oggi e mi invita a parlare, a raccontare, ¦ma raccolgo solo un pensiero, davvero crudele, rivolto a chi, otto anni fa, non ha potuto o non ha saputo aiutare mia madre che stava morendo.
Un pensiero crudele forse ad uno, o a più d’uno. Medici come padreterni, ma che di eterno hanno lasciato intravedere solo il loro attaccamento al potere. Mi dispiace per quelli che non hanno accolto la mia fiducia e per quelli ai quali non ho saputo concederla.

3 agosto 1999 “addio mamma”

  
Pensieri crudeli mi apre la porta oggi e mi invita a parlare, a raccontare…ma raccolgo solo un pensiero, davvero crudele, rivolto a chi, otto anni fa, non ha potuto o non ha saputo aiutare mia madre che stava morendo. Un pensiero crudele forse  ad uno, o a più d’uno. Medici come padreterni, ma che di eterno hanno lasciato intravedere solo il loro attaccamento al “potere”.
 Mi dispiace per quelli che non hanno accolto la mia fiducia e per quelli ai quali non ho saputo concederla.

ombra

  
C’è un’ombra nella mia storia. Forse non posso fare nulla perché quest’ombra si dissolva?Qualcuno getta ombre nelle vite degli altri? Si,anche se inconsapevolmente cammina eretto lungo la propria strada sconfinando nella strada dell’altro, a infrangere il silenzio, a sporcare un quadro perfetto con la macchia dell’ingenua stupidità.

SCHIZZI D’AZZURRO

  
Ore, forse giorni di pensieri crudeli. Pensieri che si affollano,
si intrecciano, si sfidano. Pensieri che tormentano.
 E rivedo il tuo volto prima della festa, il tuo vestito azzurro con schizzi d’arancio che adesso è là, sulla seggiola scarna, e aspetta di essere ancora…sulle mie spalle, forse? Ormai adulte e leggermente piegate in avanti? O su quelle esili e morbide e fresche di un’agile e tenera gazzella? Quella che ti teneva la mano in quegli istanti…ricordi mammma?

In questa notte di san lorenzo (10.8.07-il cannocchiale)

Non vorrei pensieri crudeli in questa notte di San Lorenzo, in questa magica notte di stelle cadenti che se ne vedi una e la catturi con gli occhi quella speranza nascosta nel cuore può diventare verità. Eppure nostalgici pensieri nutriti di crudeltà arrivano piano a smarrire il mio sogno, il mio tempo. -Dove ci ha portato questo lungo tragitto?- Vorrei chiedere a chi ha fatto un pezzo di strada con me. Perché a volte non riconosco il volto nello specchio? Perché le notti lontane mi sembrano più vive, più vissute, più spesse, ed ora c’è tutto questo rimestio nel cuore? Cosa manca a questa donna matura che ha l’amore del suo uomo, di sua figlia, che corrisponde amore?
Questo pensiero che dalla testa serpeggia diritto al cuore e trafigge e penetra e resta, un pensiero crudele si, dove nasce? Nel rimpianto?Nel  rimpianto di non avervi accanto ora che siete andati e mi avete lasciata in prima fila? Pensatemi stanotte amori miei lontani, ingoiati dal cielo.

IL PERCHE’

madre

Pensieri crudeli oggi apre le porte alla tristezza, all’ingustizia, alla desolazione e alla disperazione che prova una madre alla notizia di una malattia che ha colpito il proprio figlio. E a queste madri io apro le braccia e le accolgo e le stringo a me. Ma un pensiero crudele si scatena contro la sorte amara, contro il cammino che ci ha portato fin qui a guardare dritto negli occhi chi non ha che la voglia di urlare: “perché proprio a me!?!?!?!?”