smascherare un dolore


la gratitudine è la memoria del cuore la gratitudine è la memoria del cuore... Read more from this author


 

Ho lasciato un messaggio a Xeena (http://xeena.wordpress.com/) al suo ultimo post, ho scritto: “un cristallo impenetrabile è l’anima di chi soffre”. Il post, tra le altre cose, accennava ad una persona che aveva tentato il suicidio. Tutti noi ci chiediamo cosa accada l’attimo imediatamente precedente una decisione del genere. Io ho immaginato una mente di cristallo in un corpo di cristallo con un cuore di cristallo…impenetrabile e pronto a rompersi in mille fragili pezzi. Mi chiedo se e come tutti noi potremmo essere responsabili della tristezza e della desolazione che allaga un’anima di cristallo. Se, nel senso di chiedersi se avremmo potuto o avremmo dovuto, in alcune circostanze, sentirci più solidali o sforzarci di esserlo. Come, ipotizzando di avvicinarsi per un solo unico istante, che potrebbe fare la differenza, ad un’anima fragile che ci passa accanto, sfiorandoci. So che questo mio discorso può apparire contorto e probabilmente lo è, ma spesso quello che ho appena scritto ha attraversato come un fulmine la mia mente al cospetto di un dolore che non era il mio e dal quale ho preso le dovute distanze, non per freddezza o egoismo o paura, ma per inadeguatezza. Allora mi chiedo, vi chiedo: cosa fare per smascherare un dolore atroce che si cela spesso dietro un tiepido sorriso? Dobbiamo forse aiutare chi soffre ad uscire dalla razionalità e inoltrarsi nell’irrazionalità?

Schopenhauer afferma che le categorie della razionalità (Spazio tempo e causalità) non ci permettono di conoscere la realtà, ma solo una sua rappresentazione di essa e per questo bisogna uscire dalla razionalità ed abbandonarsi all’irrazionalità ovvero alla volontà di vivere. Questa volontà di vivere provoca in noi un impeto insaziabile che genera conflitto e quindi dolore e man mano che raggiungiamo un livello più alto di conoscenza cresce in noi il desiderio di raggiungere un grado più alto e quindi nuova angoscia. Nessuna soddisfazione è durevole poiché rappresenta soltanto il punto di partenza di un nuovo tendere (noia).

23 Responses to “smascherare un dolore”


  1. 1 MelaniaNo Gravatar

    Cara Fra, sapessi quanto mi è vicino questo argomento e quante volte mi sono posta queste domande. Nell’arco della mia vita ho purtroppo conosciute varie persone che hanno deciso di propria volonta d lasciare questa vita. Due però mi stanno molto molto care. Un uomo, quando aveva 26 anni, bello come il sole, intelligente, interessante. Fra l’altro aveva 2 figli, uno di 18 mesi e uno di 6 mesi. Allora ero forse troppo piccola e non credo davvero che avrei potuto fare niente. L’altra persona, una donna mia coetanea, anche lei particolarmente bella e sensibile. Anche lei con due figli, un po’ più grandicelli, ma sempre in tenera età. Sapevo che stava male e non so se ho fatto tutto quello che avrei potuto e dovuto fare. Quando mi sono posta questa domanda era ormai troppo tardi.

    Melania’s last blog post..un sorriso lungo un anno

  2. 2 xeenaNo Gravatar

    É veramente difficile riconoscere quel tipo di pensiero che assale queste persone, é difficile smascherarli in tempo. Penso che ognuno di noi in particolari momenti ci abbia pensato e abbiamo fatto scivolare via questi pensieri ma non tutti ci riescono e se ti assale lo sconforto penso che sia un attimo e non hai piú voglia di vivere.
    Ieri mia figlia era piena di tosse non riusciva neppure a deglutire dal mal di gola, sai cos’ha detto “Ich will sterben” (io voglio morire) tu non sai il vuoto che ho avuto e le ho spiegato che con un po’ di pazienza sarebbe passato anche quel dolore fastidioso, peró é brutto che un bambino abbia questi pensieri, ci sono rimasta male.
    Kiss

    xeena’s last blog post..Verdena: nei tuoi nei io mai

  3. 3 xeenaNo Gravatar

    Sto leggendo “L’arte di farsi rispettare” di Schopenhauer dici che é pesantino? :???:

    xeena’s last blog post..Verdena: nei tuoi nei io mai

  4. 4 finazioNo Gravatar

    E’ quasi impossibile tendere una mano a chi dalla sua parte non fa lo stesso. Chi è diventato di cristallo, come dici tu con la tua aderente metafora, non cerca mani tese ma solo silenzi attorno. Rifugge anche gli sguardi, oltre che le parole. Il desiderio di morire, quando è fortemente radicato, può essere sconfitto solo da un grande sforzo di autoconvincimento, da una speranza che rinasce per motivi disparati. Le parole di aiuto, da sole, servono poco. A volte funziona più il sorriso di un bambino o la carezza di un cane che mille discorsi di persone sinceramente amiche.

    finazio’s last blog post..Cara Sandra Lonardo, Caro Clemente Mastella

  5. 5 DonaNo Gravatar

    Purtroppo non concediamo e non ci concediamo tempo e quando il dolore diventa insopportabile e le difese cadono una delle decisioni, per certi la piu’ semplice per altri la piu’ difficile, che si possono prendere e’ anche questa.
    Nelle persone che ho conosciuto e che hanno compiuto questo gesto ho sentito una voglia di ricercare l’assoluta serenita’.
    Dona

    Dona’s last blog post..*Parlando di cugini?

  6. 6 PoetryfreeNo Gravatar

    Hai scritto un bel post. Hai posto una bella domanda, a cui posso rispondere.
    Come nascondere un dolore atroce con un tiepido sorriso?
    E’ come nascondere una montagna dietro ad un velo, il fatto che tu l’abbia nascosta, non impedisce agli occhi altrui di vederla comunqe. Il problema, è che chi osserva la montagna dietro il velo, vede solo la sua sfumatura, i contorni, e pensa: “se vuole tenerla dietro un velo, forse non vuole che noi la vediamo”…

    E così, la montagna, immensa, rimarrà per sempre nascosta sotto gli occhi di tutti.

    Ciro

  7. 7 FrancescaNo Gravatar

    ognuno di voi ha espresso pienamente il suo pensiero e mi ha aiutata a capire qualcosa in più!

    Francesca’s last blog post..smascherare un dolore

  8. 8 FinoNo Gravatar

    Nessun dolore atroce può venire alla luce se chi lo soffre non dà qualche spiraglio per leggere dentro la sua anima.
    Pavese si uccise. La sua sofferenza la affidò al “Mestiere di vivere”, Majakovskij ai dei versi: “La barca dell’amore si è spezzata contro la vita quotidiana”.
    Scritture postume. Inutili per dare un aiuto.
    Buona serata
    Fino

    Fino’s last blog post..Lettera aperta su TypePad e altro

  9. 9 FrancescaNo Gravatar

    ciao Fino, grazie :wink:

    Francesca’s last blog post..smascherare un dolore

  10. 10 Daniele Verzetti, RockpoetaNo Gravatar

    Credo che ci possano essere diverse cause: alcune interiori altre più concrete.

    Non so dire di più. Aggiungo soltanto ancora che credo siano delle circostanze fortunate che facciano scattare la voglia di vivere quando quel soggetto si era spento e non voleva più assaporare la vita.

    Ciao Francesca :-)))
    Daniele

    Daniele Verzetti, Rockpoeta’s last blog post..OPINIONE DEL ROCKPOETA: Dal Paradosso all’Assurdo

  11. 11 FrancaNo Gravatar

    Concordo in parte con Finazio.
    Io credo che quando una persona ha preso la decisione è quasi impossibile farla desistere.
    Il nostro compito sarebbe intervenire prima che il suo dolore diventi assoluto, prima che la sua anima diventi un “cristallo impenetrabile”

    Franca’s last blog post..L’embargo infinito di Cuba

  12. 12 rabaschierNo Gravatar

    un dolore così che intravediamo appena, che non ci riguarda, ci spaventa inconsapevolmente…

  13. 13 francescaNo Gravatar

    daniele, franca :arrow: spesso ho assistito all’indifferenza…un giorno una mia collega mi ha detto “mi butto di sotto”, sapevo che non l’avrebbe fatto, non chiedetemi perché…ma ho voluto ugualmente tendergli la mano, ne ho parlato ad altre due colleghe ma la loro risposta è stata in sintesi: “porta il dolore fuori da qui perché noi abbiamo già i nostri problemi” a quel punto ho replicato “la mia intenzione non era portare qui il dolore” risposta di una delle due “ma l’hai fatto!”. la sua espressione ha avuto il potere di trafiggermi..questo episdio mi ha sconvolta a tal punto che il mio dolore è passato in prima fila, non mi rendevo conto di come fosse stato possibile che quella persona avesse risposto in quel modo…sono uscita dalla stanza, tornata nella mia, ho ripreso fiato…poi mi sono occupata della donna che stava male, assicurandomi che tutto fosse ok…sono andata via

    Francesca’s last blog post..smascherare un dolore

  14. 14 duccioNo Gravatar

    Una cosa è l’indifferenza, un’altra è la capacità di comprendere. La metafora del cristallo rende l’idea. Qualcosa che si vede in trasparenza ma è rinchiusa in una mente. Pensiamo che l’istinto della sopravvivenza ci salvi sempre, ma non per tutti è così. E la società liquida della nuova modernità non ci aiuta certamente a comprendere ciò che ci accade accanto. Corriamo e non vediamo. Questo fa paura.
    ;-) duccio :shock:

    duccio’s last blog post..Operación Kolbe

  15. 15 robertoNo Gravatar

    Non si può,mi è difficile spiegare in due parole ,se la decisione e presa non puoi fare nulla è tutto freddamente calcolato anche dietro un sorriso che a noi può apparire rincuorante,puoi smascherare il dolore ma non puoi estirparlo dentro la persona che soffre,poi succede e ti chiedi cosa cosa potevi fare di più,la risposta è sempre la stessa,nulla,allora ti prende lo sconforto e la paura di un male oscuro che non si legge e tu sei incapace di combattere.
    Rberto

    roberto’s last blog post..LUCE

  16. 16 MauriNo Gravatar

    Cristallo…anime di cristallo , al tatto levigate e scivolose
    fragili che quando si spezzano feriscono chi ti sta vicino
    lasciando cicatrici che mai si cancelleranno.
    Così ho pensato quando dopo aver passato una serata con un amico la mattina dopo lo hanno trovato appeso.
    Dai suoi occhi traspariva una sofferenza ma la sua mente era trasparente…porto ancora la cicatrice.

  17. 17 FrancescaNo Gravatar

    Duccio…è quella sottile linea invisibile che separa dal’indifferenza e che fa la differenza che mi spaventa…quante volte l’ho attraversata inconsapevolmente?
    Roberto…è vero, è più facile smascherarlo che estirparlo…ma smascherarlo può già fare la differenza, ma non sempre poiché come tu dici non abbiamo gli strumenti per combatterlo anche se a volte, come qualcuno di voi ha scritto, paradossalmente potrebbe bastare un sorriso e, forse, e di quel sorriso che io sono alla ricerca
    Mauri…quello che scrivi mi riempie di tristezza e mi suggerisce che si, forse quel cristallo è davvero impenetrabile, quell’anima inespugnabile

    Francesca’s last blog post..smascherare un dolore

  18. 18 giuliaNo Gravatar

    Bello questo tuo post…Sono stata vicina tanti anni ad una persona che poi si è suicidata ed è un’esperienza terribile… Giulia

  19. 19 xeenaNo Gravatar

    Francesca che sguardi bellissimi, irresistibili sono foto tue (fatte da te)? Perché ti ingaggio subito per fotografarmi gli occhi :wink:
    Buona serata!

    xeena’s last blog post..Nudi sull?erba: About A Girl

  20. 20 robertoNo Gravatar

    Non tutti sono sensibili,un sorriso non si può negare ad una persona che soffre ,deve essere sincero e capire che oltre al sorriso bastano anche poche parole ,ci vuole tanta forza e tanto amore e non tutti riescono a percepire il dramma, a molti sfugge la solitudine che uno a dentro o evitano se capiscono.
    Basta poco tante volte un piccolo gesto per far risplendere il sole.
    Ti lascio un sorriso
    Roberto

    roberto’s last blog post..LUCE

  21. 21 francescaNo Gravatar

    ciao Giulia, lo immagino!
    Xeena :mrgreen: no, non sono foto mie:)
    roberto :lol: un sorriso è sempre un regalo, grazie

    francesca’s last blog post..smascherare un dolore

  22. 22 Oscar FerrariNo Gravatar

    è anche possibile che ognuno di noi abbia magari inconsapevolmente in qualche modo contribuito a far desistere qualcuno dall´insano gesto. Non lo sapremo mai

    Oscar Ferrari’s last blog post..AGNOSTICO AL 100%, UNA CONTRADDIZIONE?

  23. 23 francescaNo Gravatar

    questa tua considerazione è molto importante e significativa e in qualche modo restituisce un pò di speranza e di fiducia!

    francesca’s last blog post..reversibilità

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