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	<title>CANTASTORIE'S WEBLOG</title>
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	<description>Sulla china della scarpata gli angeli ravvolgono i loro vestiti di lana nell’erba di smeraldo e d’acciaio. Arthur Rimbaud</description>
	<pubDate>Sat, 10 May 2008 13:06:15 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>timido decoro bianco</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 19:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[istantanee]]></category>

		<category><![CDATA[qualcosa di mio]]></category>

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		<description><![CDATA[
Solitude__II_by_Charlie_K&#160;

Come se in quell&#8217;attesa tutto fosse stabilito, al di l&#224; di essa, oltre il tuo cuore palpitante, oltre l&#8217;anima in pena, come se il corpo ripudiato, adagiato sul leggero lenzuolo di fresco, timido decoro bianco, non avesse pi&#249; peso, hai staccato il filo delicato che all&#8217;attesa stessa ti legava senza speranza, e hai strizzato nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="400" height="359" alt="" src="http://tn3-2.deviantart.com/fs21/300W/f/2007/237/c/7/Solitude__II_by_Charlie_k.jpg" /></p>
<p>Solitude__II_by_Charlie_K&nbsp;
</p>
<p><strong><span style="font-size: larger;">Come se in quell&#8217;attesa tutto fosse stabilito, al di l&agrave; di essa, oltre il tuo cuore palpitante, oltre l&#8217;anima in pena, come se il corpo ripudiato, adagiato sul leggero lenzuolo di fresco, timido decoro bianco, non avesse pi&ugrave; peso, hai staccato il filo delicato che all&#8217;attesa stessa ti legava senza speranza, e hai strizzato nel vuoto il cuore rosso spesso di sangue e palpiti sospesi nell&#8217;aria ferma. Appena svuotato esso ha smesso l&rsquo;indugio.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>morsi d&#8217;affetto</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/flash/364/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 19:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[flash]]></category>

		<category><![CDATA[affetto]]></category>

		<category><![CDATA[istantanea]]></category>

		<category><![CDATA[qualcosa di mio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Se arrivo diritta al tuo sogno, non spegnere la fessura sottile di luce che attraversa i tuoi occhi sotto le palpebre pesanti di sonno rimosso.
Lascia che illumini il mio cammino spento, lascia che sazi la mia fame arrugginita di morsi d&#8217;affetto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<a href="http://liquidkid1.deviantart.com/art/Migrate-in-Dream-33936870"><img width="400" height="400" border="2" alt="Migrate in Dream by *liquidkid1" src="http://tn3-2.deviantart.com/fs9/300W/i/2006/148/f/f/Migrate_in_Dream_by_liquidkid1.jpg" /></a></p>
<p><em><strong><span style="font-size: medium;">Se arrivo diritta al tuo sogno, non spegnere la fessura sottile di luce che attraversa i tuoi occhi sotto le palpebre pesanti di sonno rimosso.</span></strong></em></p>
<p><em><strong><span style="font-size: medium;">Lascia che illumini il mio cammino spento, lascia che sazi la mia fame arrugginita di morsi d&rsquo;affetto.</span></strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Incontri nella nebbia (due finali)</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/racconti/incontri-nella-nebbia-due-finali/</link>
		<comments>http://www.francescabertoldi.com/racconti/incontri-nella-nebbia-due-finali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 20:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

		<category><![CDATA[incontri]]></category>

		<category><![CDATA[Manlio Moggioli]]></category>

		<category><![CDATA[nebbia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Pubblico con piacere un racconto del mio compagno di corso di &#8220;scrittura creativa&#8221;
Ing. Manlio Moggioli
Buona lettura


Quella sera, l’avvocato Mario Silvestri rientrò a casa più tardi del solito. Si era attardato nel suo studio, per completare l’arringa di difesa di un caso complesso, che lo impegnava da svariati mesi. Sulla città era calata una fitta nebbia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><strong><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman"><o></o><span style="font-size: small">Pubblico con piacere un racconto del mio compagno di corso di &#8220;scrittura creativa&#8221;</span></font></span></strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span><font face="Times New Roman"><o></o></font><span><font face="Times New Roman"><strong>Ing. <em>Manlio Moggioli</em></strong></font></span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: small"><strong><span><font face="Times New Roman">Buona lettura</font></span></strong></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: small"><strong><span><img border="2" width="400" src="http://bellquel.bo.cnr.it/attivita/labscreat/tram.JPG" height="400" /></span></strong></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><strong><span style="font-size: 14pt"><o></o></span></strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Quella sera, l’avvocato Mario Silvestri rientrò a casa più tardi del solito. Si era attardato nel suo studio, per completare l’arringa di difesa di un caso complesso, che lo impegnava da svariati mesi. Sulla città era calata una fitta nebbia, tipica di quel periodo dell’anno.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">La palazzina a tre piani, con piccolo giardino sul davanti, nel quartiere<span>  </span><span> </span>residenziale bene della città, era il simbolo del livello sociale che l’avvocato aveva raggiunto.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Parcheggiato l’ultimo modello di BMW nello spazio a lui riservato nel garage del condominio, Mario prese l’ascensore che lo portò direttamente in casa.<span>  </span><o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Svuotate le tasche sulla consolle dell’atrio, sotto uno specchio dorato del settecento, l’avvocato era entrato nel vestibolo e aveva incominciato a spogliarsi, quando la moglie, dalla cucina, lo chiamò ad alta voce, dicendogli: “Caro, Rolf deve ancora fare il suo solito giro. Ne hai tutto il tempo. Ho appena messo l’arrosto nel forno.”<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Rolf era il doberman dei Silvestri, sul quale essi scaricavano tutto il loro affetto, non avendo avuto figli. Slanciato, di colore nero, da gli occhi rosso accesi, non era cattivo, ma incuteva timore al solo vederlo.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Mario si rivestì, ritirò dalla consolle i suoi oggetti, compresa una piccola pistola Beretta che portava sempre con sé, da quando aveva ricevuto alcune telefonate di minaccia nei suoi confronti.<span>  </span><o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Rolf, che aveva compreso quanto stava accadendo, si avvicinò all’avvocato per farsi legare alla corta catena, con la quale Mario teneva stretto il cane durante le passeggiate.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Uscito dal portone principale di casa, Mario si calcò in testa un cappellaccio cerato, per proteggersi dall’acquerugiola che aveva incominciato a cadere, e iniziò la solita passeggiata, che lo avrebbe portato a girovagare lungo le strade alberate del quartiere.<span>   </span><span> </span><o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">La nebbia si era fatta più spessa e Mario quasi non vedeva l’altro lato della strada. I lampioni lasciavano cadere a fasci le loro fioche luci, che giungevano a mala pena a terra.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">L’avvocato passò davanti ad un bar, la cui insegna lampeggiante emanava intorno dei strani riflessi rossastri. Mario sbirciò dentro, non c’era nessuno.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Passò un tram, senza far rumore, nell’atmosfera ovattata che aveva avvolto la città. I pochi passeggeri, alla fioca luce interna, sembravano i marinai della nave maledetta del capitano Falkenburg, l’olandese volante, fantasmi condannati a girare i mari in eterno. Il tram si fermò e una coppia si infilò rapidamente nel portone della casa di fronte alla fermata. L’avvocato li esaminò per un attimo e proseguì, mentre Rolf gli camminava a fianco. <o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Ogni tanto Rolf si fermava per i suoi bisogni e Mario si guardava attorno, circospetto. <o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Passò davanti ad un ristorante pizzeria, dal quale uscivano i rumori gioiosi dei clienti. L’avvocato si fermò, curiosando dentro con lo sguardo. Si accese una sigaretta, assaporandola per qualche minuto, mentre Rolf cercava invano di raggiungere un albero vicino.<span>   </span><o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Mario proseguì affrettatamente. La passeggiata ormai volgeva al termine e Rolf precedeva il padrone, avendo già individuato l’odore di casa. Aveva incominciato a piovere con più insistenza. Zaffate di nebbia si stagliavano alla luce dei lampioni. In strada non c’era nessuno.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Arrivato nel lungo viale, alla fine del quale si svoltava nella strada privata di casa sua, l’avvocato vide un uomo venirgli incontro, con fare ondeggiante. <o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Arrivato nei suoi pressi, mentre i due studiavano come incrociarsi nello stretto marciapiedi, Rolf <span> </span>incominciò a ringhiare e Mario lo calmò, ordinandogli con voce ferma: “Doch!”. <o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Ciò nonostante, mentre l’avvocato stava per superare lo sconosciuto, i due si scontrarono frontalmente e l’uomo si aggrappò all’impermeabile dell’avvocato, bofonchiando qualche parola di scuse.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Fatti pochi passi, l’avvocato si riassettò l’impermeabile e rapidamente si voltò. “Ehi! Non faccia il furbo! Dove crede di andare. Mi ridia il mio portafoglio!” e Mario, con la pistola in pugno, raggiunse l’uomo, che si era già allontanato rapidamente.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">L’uomo estrasse da una tasca laterale del cappotto il portafoglio, che consegnò a Mario senza dire parola. “Se ne vada! Se ne vada! Via!” gli disse Mario, con fare imperioso.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><strong><u><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">(Finale di ieri)<o></o></font></span></u></strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">L’uomo si voltò e scomparve nella nebbia.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Rientrato in<span>  </span>casa, Mario fu accolto dall’odore dell’arrosto appena fatto. Stava per depositare nuovamente le sue cose sulla consolle, quando vide che il suo portafoglio era rimasto là.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><strong><u><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">(Finale di oggi)<o></o></font></span></u></strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman"><span> </span>L’uomo si voltò e scomparve nella nebbia.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">Rientrato in<span>  </span>casa, Mario fu accolto dall’odore dell’arrosto appena fatto. Depositò nuovamente le sue cose sulla consolle e si spogliò rapidamente degli indumenti bagnati.<o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman">“Anche questa volta ce l’abbiamo fatta! E’ andata bene! Un portafoglio … bello pieno!” disse l’avvocato, entrando in cucina.<span>     </span><o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman"><span>   </span></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><font face="Times New Roman"><span>Manlio Moggioli</span><o></o></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 6pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt"><span><font face="Times New Roman">  </font></span><o></o></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>parole sante:  Ascanio Celestini</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/politica/parole-sante-ascanio-celestini/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 17:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[arte e filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<category><![CDATA[arte]]></category>

		<category><![CDATA[ascanio celestini]]></category>

		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[l'amore stupisce]]></category>

		<category><![CDATA[parole sante]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;amore stupisce&#160;
&#160;

 L&#8217;amore no non &#232; possibile
nel mondo fragile dei fiori
quando finisce il giorno
ti dice &#34;ritorno&#34;,
ma tu resti fuori
L&#8217;amore no non &#232; possibile
nel mondo fragile dei fiori
il petalo appassisce
il profumo svanisce
l&#8217;amore se ne va
Perch&#233; l&#8217;amore stupisce
tu non capisci e lui ti colpisce
Perch&#233; l&#8217;amore inquina
&#232; come una multi-nazionale in Cina
Perch&#233; l&#8217;amore &#232; un segreto,
ma io non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://images.musicclub.it/foto/as/big/Ascanio_Celestini.tif.0.big.jpg" alt="" /></p>
<p><span style="color: rgb(153, 153, 153);"><span style="font-family: Comic Sans MS;"><strong><span style="font-size: large;">L&#8217;amore stupisce</span></strong></span></span>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</p>
<p><span lang="it"> L&#8217;amore no non &egrave; possibile<br />
nel mondo fragile dei fiori<br />
quando finisce il giorno<br />
ti dice &quot;ritorno&quot;,<br />
ma tu resti fuori</p>
<p>L&rsquo;amore no non &egrave; possibile<br />
nel mondo fragile dei fiori<br />
il petalo appassisce<br />
il profumo svanisce<br />
l&#8217;amore se ne va</p>
<p><em>Perch&eacute; l&#8217;amore stupisce<br />
tu non capisci e lui ti colpisce</p>
<p>Perch&eacute; l&#8217;amore inquina<br />
&egrave; come una multi-nazionale in Cina</p>
<p>Perch&eacute; l&#8217;amore &egrave; un segreto,<br />
ma io non ve lo dir&ograve;.<br />
Perch&eacute; l&#8217;amore &egrave; un segreto<br />
ed essendo un segreto io non lo so.</em></p>
<p>L&#8217;amore no non &egrave; possibile<br />
nel mondo critico dei liquidi<br />
per stare un poco insieme<br />
per fare una famiglia<br />
ci vuole la bottiglia</p>
<p>L&#8217;amore no non &egrave; possibile<br />
nel mondo critico dei liquidi<br />
il sole &egrave; una dannazione<br />
con l&#8217;evaporazione<br />
l&#8217;amore se ne va</p>
<p><em>Perch&eacute; l&#8217;amore stupisce<br />
tu non capisci e lui ti colpisce</p>
<p>Perch&eacute; l&#8217;amore inquina<br />
&egrave; come una multi-nazionale in Cina</p>
<p>Perch&eacute; l&#8217;amore &egrave; un segreto,<br />
ma io non ve lo dir&ograve;.<br />
Perch&eacute; l&#8217;amore &egrave; un segreto<br />
ed essendo un segreto io non lo so.</em></p>
<p>L&#8217;amore no non &egrave; possibile<br />
nell&#8217;universo della fogna<br />
c&#8217;ho tutti i miei parenti<br />
in mezzo agli escrementi<br />
il pi&ugrave; pulito c&#8217;ha la rogna</p>
<p>L&#8217;amore no non &egrave; possibile<br />
nell&#8217;universo della fogna<br />
pure il pi&ugrave; bello di natura<br />
fa schifo e fa paura<br />
l&#8217;amore se ne va</p>
<p><em>Perch&eacute; l&#8217;amore stupisce<br />
tu non capisci e lui ti colpisce</p>
<p>Perch&eacute; l&#8217;amore inquina<br />
&egrave; come una multi-nazionale in Cina</p>
<p>Perch&eacute; l&#8217;amore &egrave; un segreto,<br />
ma io non ve lo dir&ograve;.<br />
Perch&eacute; l&#8217;amore &egrave; un segreto<br />
ed essendo un segreto io non lo so.</em></p>
<p>Forse l&#8217;amor, forse &egrave; possibile<br />
tra innamorati cardiopatici<br />
un bacio sulla bocca<br />
il cuore scoppia<br />
l&#8217;amore resta eterno<br />
la vita se ne va</p>
<p><em>Perch&eacute; l&#8217;amore stupisce<br />
tu non capisci e lui ti colpisce</p>
<p>Perch&eacute; l&#8217;amore inquina<br />
&egrave; come una multi-nazionale in Cina</p>
<p>Perch&eacute; l&#8217;amore &egrave; un segreto,<br />
ma io non ve lo dir&ograve;.<br />
Perch&eacute; l&#8217;amore &egrave; un segreto<br />
ed essendo un segreto io non lo so.</em></span></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>&quot;parole sante&quot; &egrave; il debutto discografico di ascanio celestini ed ha vinto il premio ciampi 2007 come miglior debutto discografico dell&#8217;anno. &quot;parole sante&quot; &egrave; anche un film dello stesso celestini, un documentario presentato alla festa del cinema di roma. noto soprattutto come attore teatrale, il nostro confeziona un disco d&#8217;autore, come da miglior tradizione italiana, in questo caso deandr&egrave; e gaber su tutti. musiche che spaziano dal cantautorato gentile ed acustico, a ballate tradizionali su cui poggia un particolare timbro vocale, pronto a raccontarci storie di gente comune, storie di gente che non ci sta a piegarsi a regole a loro sfavorevoli. celestini canta testi politici, canta dei precari, dei caduti di nassyria, di nicola calipari, di un mondo di asini, un punto di vista forse scomodo e trascinante, che spero abbia la giusta risonanza. bellissime &quot;poveri partigiani&quot;, &quot;noi siamo gli asini&quot; (palesemente debitrice a fabrizio deandr&egrave;), la danzereccia &quot;la rivoluzione&quot;, che apre il disco e &quot;la morte del disertore&quot;. racconti tristi e reali, ma anche ironici o, se vogliamo, satirici che riescono a far riflettere. un esordio con il botto, capace di raccontare una situazione sociale che ci riguarda tutti, e forse &egrave; per questo che ha deciso di incidere un vero e proprio album, diretto e fruibile, con musica orecchiabile e parole taglienti. <br />
u.musti</p>
<p>
cd: fandango / edel</p>
<p></strong><a onclick="urchinTracker ('/outgoing/http_www_fandango_it');" href="http://www.fandango.it/" target="_blank"><strong>fandango</strong></a><strong> <br />
</strong><a onclick="urchinTracker ('/outgoing/http_www_ascaniocelestini_it');" href="http://www.ascaniocelestini.it/" target="_blank"><strong>ascanio celestini - sito ufficiale -</strong></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sei cose soltanto? Molte di più!</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/diario/sei-cose-soltanto-molte-di-piu/</link>
		<comments>http://www.francescabertoldi.com/diario/sei-cose-soltanto-molte-di-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 15:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[diario]]></category>

		<category><![CDATA[famiglia]]></category>

		<category><![CDATA[nominations]]></category>

		<category><![CDATA[piaceri]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Finalmente posso accettare gli inviti di:
ALBERTO
SALVATORE
ANTONIO
ELENA
e  quello  della mia Principessa preferita che è stata la prima a nominarmi
PRINCIPASTICCIO

SPERO DI NON AVER DIMENTICATO NESSUNO!!!!
Ecco il regolamento:

- indicare il link di chi vi ha coinvolti
- inserire il regolamento del gioco sul blog
- citare sei cose che vi piace fare…
- coinvolgere altre sei persone…
- comunicare l’invito sul loro blog…
Sei cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img border="0" width="280" src="http://gfx.dagbladet.no/kultur/2004/10/26/simpson.jpg" height="334" /></p>
<p>Finalmente posso accettare gli inviti di:</p>
<p><a href="http://albertocane.blogspot.com/2008/04/e-finalmente-accetto.html"><font size="2"><strong>ALBERTO</strong></font></a><br />
<a href="http://principasticcio.wordpress.com/2008/04/28/6-cose-che-mi-piace-fare-by-salvatore/"><font size="2"><strong>SALVATORE</strong></font></a><br />
<a href="http://antoniocracas.blog.lastampa.it/antonio_cracas/2008/04/blog-catena.html"><font size="2"><strong>ANTONIO</strong></font></a><br />
<a href="http://ziaelena.blog.lastampa.it/everyday_life_miscellaneo/2008/04/blog-catena.html"><font size="2"><strong>ELENA</strong></font></a><br />
<font size="2"><strong>e  quello  della mia Principessa preferita che è stata la prima a nominarmi</strong></font></p>
<p><a href="http://principasticcio.wordpress.com/2008/04/19/6-cose-che-amo-fare/"><font size="2"><strong>PRINCIPASTICCIO</strong></font></a><br />
<font size="2"><strong><br />
SPERO DI NON AVER DIMENTICATO NESSUNO!!!!</strong></font></p>
<p><strong><font size="2">Ecco il regolamento:</font></strong></p>
<p><strong></strong><br />
- indicare il link di chi vi ha coinvolti<br />
- inserire il regolamento del gioco sul blog<br />
- citare sei cose che vi piace fare…<br />
- coinvolgere altre sei persone…<br />
- comunicare l’invito sul loro blog…</p>
<p>Sei cose che mi piace fare:</p>
<p>1) Scrivere racconti, poesie, descrivere un&#8217;immagine e trarre da questa un&#8217;istantanea, un  brevissimo racconto.</p>
<p>2) Ascoltare la musica che preferisco e immaginare ad occhi chiusi una storia, qualcosa da scrivere e da raccontare.</p>
<p>3) Andare al cinema o a teatro con gli amici, raramente sola, discutere poi dello spettacolo davanti ad un bel piatto di spaghetti. (due piaceri  quasi imprescindibili) <img src='http://www.francescabertoldi.com/wp-content/plugins/smilies-themer/kopete/smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>4) Viaggiare, visitare città nuove, Paesi nuovi, girare per le strade piano osservando tutto minuziosamente e, soprattutto, osservare la gente che passa e immaginare la loro vita.</p>
<p>5) Comunicare con voi amici virtuali. <img src='http://www.francescabertoldi.com/wp-content/plugins/smilies-themer/kopete/smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>6) Ma in realtà è la prima cosa: stare con la mia famiglia, assaporare ogni attimo vissuto insieme.</p>
<p>Nomino adesso <img src='http://www.francescabertoldi.com/wp-content/plugins/smilies-themer/kopete/smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://demi4jesus.wordpress.com/"><font size="2"><strong>NOEMI</strong></font></a><br />
<a href="http://quattordicisettembre.wordpress.com/"><font size="2"><strong>FABIO</strong></font></a><br />
<a href="http://www.fabioletterario.blog.kataweb.it/"><font size="2"><strong>FABIOLETTERARIO</strong></font></a><br />
<a href="http://unozero.blog.lastampa.it/dio/"><font size="2"><strong>FrancescO</strong></font></a><br />
<a href="http://fotodiario.wordpress.com/"><font size="2"><strong>ALEX</strong></font></a><br />
<a href="http://finuzzo.blog.lastampa.it/"><font size="2"><strong>FINO</strong></font></a></p>
<p>Sei cose sono poche, ma il regolamento è il regolamento!<br />
Kisses</p>
<p>F.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>cento perline variopinte</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/istantanee/cento-perline-variopinte/</link>
		<comments>http://www.francescabertoldi.com/istantanee/cento-perline-variopinte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 13:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[istantanee]]></category>

		<category><![CDATA[qualcosa di mio]]></category>

		<category><![CDATA[società]]></category>

		<category><![CDATA[affetto]]></category>

		<category><![CDATA[amore]]></category>

		<category><![CDATA[anziani]]></category>

		<category><![CDATA[istantanea]]></category>

		<category><![CDATA[solitudine]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
Le braccia chiare, venate d&#8217;azzurro, abbandonate sulle cosce smunte leggermente allargate, non ce la fanno a salire fino alle tempie che ti dolgono tanto e i piedi sbuffano e traboccano gonfi dalle pantofole schiacciate sul dietro dai calcagni dolenti di calli duri e spinosi. Piccola, sola, tutt&#8217;ossa, &#160;riesci appena ad allisciarti il grembiule color vinaccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<input width="400" type="image" height="382" src="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2007/04/hands.jpg" />&nbsp;</p>
<div><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;">Le braccia chiare, venate d&rsquo;azzurro, abbandonate sulle cosce smunte leggermente allargate, non ce la fanno a salire fino alle tempie che ti dolgono tanto e i piedi sbuffano e traboccano gonfi dalle pantofole schiacciate sul dietro dai calcagni dolenti di calli duri e spinosi. Piccola, sola, tutt&rsquo;ossa, &nbsp;riesci appena ad allisciarti il grembiule color vinaccia ancora inamidato, ultimo residuo del tuo esiguo corredo e con gli occhi alla finestra, alla quale &egrave; sapientemente accostata la tua seggiola sbrindellata come il tuo volto bianco, spii la vita che passa e esulta e palpita di mille germogli.</span></span></div>
<div><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ma &egrave; fuori&hellip;e a te non restano che gli occhi stanchi, bruciati dal sole della vecchia campagna, che indugiano lenti e avidi e le mani dolenti che non possono neppure&nbsp; scostare la tendina di cento perline variopinte. Ma ci ha pensato lei, giusto? Prima di salutarti in fretta. Lei s&rsquo;&egrave; tirata fuori da qui. Con la fatica tua ce l&rsquo;hai fatta a risparmiarla a lei, come dovuto. Verr&agrave; la badante, triste figura di questa nuova societ&agrave; tirchia d&rsquo;amore, e quando arriver&agrave; far&agrave; le stesse domande e sbuffer&agrave; perch&eacute; non troverai la forza di rispondere, ma solo di ingoiare lacrime tonde, che sembrano dure come le pillole rosse che prendi al mattino e lei, LEI, torner&agrave; forse domani, o dopo, a controllare se tutto va bene.</span></span></div>
<div><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ora la giovane russa ti avvicina di pi&ugrave; ai vetri che si appannano di fiato stanco e affannato e tu, in quella nuvoletta densa di respiro tuo, vedi affiorare i contorni&nbsp;della donna giovane e fiera sulle spalle erette&nbsp;che attraversava&nbsp;la strada senza indugio, gaia, e spingeva la carrozzina azzurra lucida e infiocchettata (quella&nbsp;usata, ma come nuova&nbsp;che ti prestava la Sora Teresa solo quando scendevi in paese)&nbsp;come un trofeo.</span></span></div>
<div><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;">Lucida e piena di bimba e di trine sulle ruote alte, come andavano allora.</span></span></div>
<div><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Times New Roman;">F.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<p><span style="color: rgb(255, 255, 255);"></p>
<div><b><span style="font-family: Courier New;">C&rsquo;&egrave; un modo di dire che recita pressappoco: &laquo;un bambino senza affetto cresce male, ma un vecchio senza affetto muore&raquo;. E, come tutti i detti popolari, anche questo ha un fondo di verit&agrave;. La malattia che provoca pi&ugrave; sofferenze ai nostri anziani &egrave;, infatti, la solitudine, che toglie loro la voglia di vivere e aggrava ogni patologia preesistente. Ma, oltre ad avere garantita la giusta dose di affetto, quale stile di vita deve condurre un anziano per mantenersi in buona salute? E, in caso di malattia, a chi deve rivolgersi? </span></b></div>
<p></span></p>
<div>&nbsp;</div>
<p><span style="color: rgb(255, 255, 255);"></p>
<div><b><span style="font-family: Courier New;">&laquo;la vita degli anziani ci aiuta a far luce nella scala dei valori umani, fa vedere la continuit&agrave; delle generazioni e meravigliosamente dimostra l&rsquo;interdipendenza del popolo di Dio&raquo;. Gli anziani, inoltre, hanno il carisma di oltrepassare le barriere fra le generazioni, prima che queste insorgano.&nbsp;Quanti bambini hanno trovato comprensione e amore negli occhi, nelle parole e nelle carezze degli anziani.&nbsp; E quante persone anziane hanno volentieri sottoscritto le ispirate parole bibliche che &laquo;corona dei vecchi sono i figli dei figli&raquo;.</span></b></div>
<p></span></p>
<div><span style="color: rgb(255, 255, 255);"><span style="font-family: Courier New;"><b>Fonte: 2008 PPFMC Messaggero di S.Antonio Editrice</b></span></span></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>nottata stanca</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/flash/nottata-stanca/</link>
		<comments>http://www.francescabertoldi.com/flash/nottata-stanca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 10:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[flash]]></category>

		<category><![CDATA[dolore]]></category>

		<category><![CDATA[donna]]></category>

		<category><![CDATA[finestra]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;

&#160;

Nella nottata stanca le mani pallide si confondevano tra i capelli, mute.

&#160;

La luce debole dei lampioni, intrisa di polvere, attraversava la notte filtrando dalle fessure delle grandi finestre chiuse e decorava un muro lercio di grasso del tempo, un&#8217;offesa incessante per gli occhi.

&#160;

Poi, dopo un lieve sospiro doloroso, la donna si alz&#242; ingoiando il nodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<span style="color: rgb(153, 51, 0);"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Comic Sans MS;"><br />
<input type="image" src="http://tn3-1.deviantart.com/fs8/300W/i/2005/325/e/2/Woman_in_front_of_window_by_RodrigoAndres.jpg" alt="Woman in front of window by ~RodrigoAndres" /></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: rgb(192, 192, 192);"></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Comic Sans MS;">Nella nottata stanca le mani pallide si confondevano tra i capelli, mute.</span></span></p>
<p></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: rgb(192, 192, 192);"></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Comic Sans MS;">La luce debole dei lampioni, intrisa di polvere, attraversava la notte filtrando dalle fessure delle grandi finestre chiuse e decorava un muro lercio di grasso del tempo, un&rsquo;offesa incessante per gli occhi.</span></span></p>
<p></span></p>
<div>&nbsp;</div>
<p><span style="color: rgb(192, 192, 192);"></p>
<div><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Comic Sans MS;">Poi, dopo un lieve sospiro doloroso, la donna si alz&ograve; ingoiando il nodo e cominci&ograve; a seguire piano con le esili dita il disegno offerto dai raggi artificiali.</span></span></div>
<p></span></p>
<div>&nbsp;</div>
<p><span style="color: rgb(192, 192, 192);"></p>
<div><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Comic Sans MS;">Questo dono bast&ograve; a restituirle una speranza, una soltanto, ma sufficiente.</span></span></div>
<p></span></p>
<div>&nbsp;</div>
<p><span style="color: rgb(192, 192, 192);"></p>
<div><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Comic Sans MS;">F.</span></span></div>
<p></span></p>
<div><span style="color: rgb(192, 192, 192);">&nbsp;</span></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mon Rêve Familier</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/letteratura/mon-reve-familier/</link>
		<comments>http://www.francescabertoldi.com/letteratura/mon-reve-familier/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 10:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[arte e filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[letteratura]]></category>

		<category><![CDATA[amore]]></category>

		<category><![CDATA[femme]]></category>

		<category><![CDATA[inconnue]]></category>

		<category><![CDATA[sogno]]></category>

		<category><![CDATA[sogno familiare]]></category>

		<category><![CDATA[verlaine]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
&#160;Spesso mi viene in sogno bizzarra e penetrante 
Una donna mai vista, che amo e che mi ama, 
Che con lo stesso nome si chiama e non si chiama 
Diversa e uguale m&#8217;ama e sempre &#232; confortante. 
 
&#200; per me confortante, e il mio cuore parlante 
Per lei soltanto, ahim&#233;! Non &#232; pi&#249; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre><span style="font-size: 12pt; color: windowtext; font-family: 'Comic Sans MS';"> <img width="400" height="238" border="0" src="http://data4.blog.de/media/705/1947705_774aedd24d_m.jpg" alt="" /></span></pre>
<p>&nbsp;<span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Spesso mi viene in sogno bizzarra e penetrante </span></p>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Una donna mai vista, che amo e che mi ama, </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Che con lo stesso nome si chiama e non si chiama </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Diversa e uguale m&#8217;ama e sempre &egrave; confortante. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o> </span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">&Egrave; per me confortante, e il mio cuore parlante </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Per lei soltanto, ahim&eacute;! Non &egrave; pi&ugrave; cosa grama </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Per lei soltanto, in fronte del sudore la trama </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Lei soltanto rinfresca, con le lacrime piante. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">&Egrave;&#8217; bruna, bionda o rossa? Non mi &egrave; dato sapere. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Il suo nome? Ricordo che &egrave; dolce e d&agrave; piacere. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Come nomi diletti che la vita ha esiliato. </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o> </span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">All&#8217;occhio delle statue &egrave; simile il suo sguardo, </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Ed ha la voce calma, lontana, grave, il fiato </span><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o></span></pre>
<pre>
&nbsp;</pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Delle voci pi&ugrave; care spente senza riguardo. </span></pre>
<pre><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><strong>Il mio sogno familiare</strong></span></span></pre>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<pre>
 </pre>
<pre><strong><o></o></strong></pre>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><strong>Mon R&ecirc;ve Familier</strong> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o><span style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Je fais souvent ce r&ecirc;ve &eacute;trange et p&eacute;n&eacute;trant</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">D&#8217;une femme inconnue, et que j&#8217;aime, et qui m&#8217;aime,</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Et qui n&#8217;est, chaque fois, ni tout &agrave; fait la m&ecirc;me</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Ni tout &agrave; fait une autre, et m&#8217;aime et me comprend.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Car elle me comprend, et mon coeur transparent</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Pour elle seule, h&eacute;las ! cesse d&#8217;&ecirc;tre un probl&egrave;me,</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Pour elle seule, et les moiteurs de mon front bl&ecirc;me,</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Elle seule les sait rafra&icirc;chir, en pleurant.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Est-elle brune, blonde ou rousse ?&nbsp;</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Je l&#8217;ignore.</span> </span><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Son nom ?</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Je me souviens qu&#8217;il est doux et sonore</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Comme ceux des aim&eacute;s que <st1 w:st="on" productid="la Vie"></st1>la Vie exila.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Son regard est pareil au regard des statues,</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">Et pour sa voix, lointaine, et calme, et grave,</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';">elle a L&#8217;inflexion des voix ch&egrave;res qui se sont tues.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Comic Sans MS';"><span lang="EN-GB" style="font-size: 14pt; font-family: 'Comic Sans MS';"><o></o><o></o><strong><span style="font-family: 'Comic Sans MS';">Paul Verlaine<o></o>(1844-1896)<o></o></span></strong><o></o><span style="color: rgb(255, 255, 255);"><font face="Times New Roman"> </font></span><o></o></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>sono una menzogna che dice la verità</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/arte-e-filosofia/sono-una-menzogna-che-dice-la-verita/</link>
		<comments>http://www.francescabertoldi.com/arte-e-filosofia/sono-una-menzogna-che-dice-la-verita/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 18:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[arte e filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[arte]]></category>

		<category><![CDATA[cocteau]]></category>

		<category><![CDATA[doppio]]></category>

		<category><![CDATA[filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[letteratura]]></category>

		<category><![CDATA[menzogna]]></category>

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		<category><![CDATA[verità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;

Il limite estremo della saggezza &#232; ci&#242; che la gente chiama pazzia.  Il verbo amare &#232; uno dei pi&#249; difficili da coniugare: il suo passato non &#232; semplice, il suo presente non &#232; indicativo e il suo futuro non &#232; che un condizionale.

Man Ray Jean Cocteau  1922 
&#160;
L&#8217;11 ottobre 1963, Jean Cocteau si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left" style="background-color: rgb(255, 255, 255);">&nbsp;</p>
<p></p>
<p><strong><em>Il limite estremo della saggezza &egrave; ci&ograve; che la gente chiama pazzia.</em></strong>  <span style="font-size: 14px; line-height: normal;"><em><strong>Il verbo amare &egrave; uno dei pi&ugrave; difficili da coniugare: il suo passato non &egrave; semplice, il suo presente non &egrave; indicativo e il suo futuro non &egrave; che un condizionale.</strong></em></span></p>
<p><img width="200" height="295" alt="" src="http://www.marcelproust.it/imagg/cocteau/cocteau_man_ray_1922.jpg" /></p>
<p><em><span class="didasc">Man Ray Jean Cocteau</span></em>  <em>1922 </em></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><em>L&#8217;11 ottobre 1963, Jean Cocteau si spense soltanto alcune ore dopo</em> l&rsquo;ultimo respiro di &Eacute;dith Piaf alla quale si ispir&ograve; per un lavoro teatrale, <em>Le bel indiff&eacute;rent</em>.</p>
<p class="MsoNormal">Cocteau era un&rsquo;artista dalle molteplici facce la cui &ldquo;libert&agrave;&rdquo;, che con esuberanza si sprigionava da ogni sua forma<span>  </span>d&rsquo;arte, sconcertava i suoi contemporanei.<span>  </span>La sua vita fu un movimento perpetuo, durante la quale Cocteau ebbe difficolt&agrave; a farsi accettare ed anche se era costantemente circondato da &ldquo;amici&rdquo; egli non ebbe mai l&#8217;impressione di essere &ldquo;gradito&rdquo;, meno ancora sul piano delle relazioni amorose e sessuali, come se una maledizione pesasse sui suoi mille talenti, come se un gene malefico<span>  </span>ristagnasse in lui conferendogli un&#8217;ambivalenza irriducibile causa della sua solitudine, come se in lui, a dispetto della sua stessa volont&agrave;, si agitasse un personaggio camaleontico dotato di un&#8217;identit&agrave; fittizia.&quot;<em><strong>Sono una menzogna che dice sempre la verit&agrave;</strong></em>&quot; defin&igrave; se stesso.</p>
<p><span class="testo12"> </span></p>
<p class="MsoNormal">Romanziere, poeta, drammaturgo, cineasta, pittore, librettista, stilista, Jean Cocteau vestiva di ognuno il destino e come un bizzarro narciso cancellava il suo volto dallo specchio delle sue passioni e delle sue pazzie. Disegnatore cubista, poeta simbolista, cineasta sperimentale, drammaturgo neoclassico, fu un bambino terribile, un creatore esuberante , un inventore prolifico amato, forse,<span>  </span>ma sicuramente anche odiato. Conobbe tutto ci&ograve; che <st1 productid="la Francia" w:st="on">la Francia</st1> e l&#8217;Europa avevano prodotto in ingegneria, in letteratura, musica, danza, cinema, ma soffr&igrave; <span> </span>di non essere riconosciuto nel suo giusto valore.</p>
<p class="MsoNormal">Le sue frequentazioni furono Marcel Proust, Anna di Noailles, Colette, Andr&eacute; Gide, Guillaume Apollinaire, Pablo Picasso, Igor Stravinsky, Serge di Diaghilev, Vaslav Nijinski, Erik Satie, Cocco Chanel, la principessa Bibesco, Oscar Wilde, Ezra Pound, Jean Genet; ed i suoi amanti  Paulet Thevenaz, Jean Desbordes, Marcel Krill, Jean Marais e &Eacute;douard Dermit.</p>
<p class="MsoNormal">Sua madre non contrast&ograve; la sua sessualit&agrave;, e Jean le evit&ograve; il fastidio e la vergogna che poteva suscitare la sua omosessualit&agrave;. Ma non se ne nascose mai veramente, al punto da essere duramente stigmatizzato per il suo orientamento, soprattutto durante la seconda guerra mondiale</p>
<p class="MsoNormal"><img width="315" height="300" alt="" src="http://www.noveporte.it/dandy/dandies/img/cocteau13.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: red;"><o></o></span></p>
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		<title>solitudine amica nemica</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 13:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[arte e filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[amica]]></category>

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		<description><![CDATA[   Solitude by ashlux (Acrylic paint. )  
Ognuno di noi ha sperimentato la solitudine ed ognuno di noi l&#8217;ha vissuta, la vive in maniera diversa. Ambrogio Zaia, micropsicanalista e psicologo torinese in un suo saggio utilizza le parole del Piccolo Principe per aiutarci a capire. &#8220;Dagli uomini&#8221;, disse il Piccolo Principe, &#8220;coltivano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><span style="font-size: 10pt; color: black; font-family: Tahoma;"><strong> <img width="300" height="343" border="0" src="http://tn3-2.deviantart.com/fs15/300W/f/2006/355/d/0/Solitude_by_ashlux.jpg" alt="Solitude_by_ashlux" /></strong></span></font>  <span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Tahoma;">Solitude by ashlux (Acrylic paint. )</span>  </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>Ognuno di noi ha sperimentato la solitudine ed ognuno di noi l&rsquo;ha vissuta, la vive in maniera diversa</em>. </strong></span></span><font size="2"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"><strong><o></o></strong></span></font><span style="font-size: medium;"><strong>Ambrogio Zaia</strong>, micropsicanalista e psicologo torinese in un suo saggio utilizza le parole del Piccolo Principe per aiutarci a capire<em><strong>.</strong> <span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>&ldquo;Dagli uomini&rdquo;, disse il Piccolo Principe, &ldquo;coltivano cinquemila rose nello stesso giardino&#8230; e non trovano quello che cercano&rdquo; &ldquo;E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po&rsquo; d&rsquo;acqua&rdquo;&#8230; &ldquo;Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore &ldquo; </em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>(Saint-Exup&eacute;ry, 1943, pag. 108).</em></strong></span></em>  <em><strong>Zaia</strong> &egrave; convinto che in queste poche parole sia espressa la condizione umana dei nostri giorni in quanto l&rsquo;uomo tenta di trovare all&rsquo;esterno il senso delle cose separandosi irrimediabilmente dal significato intimo e profondo delle cose stesse. Con le parole appena citate il Piccolo Principe lancia un indizio che Zaia sottolinea per percorrere una strada di ricerca del senso profondo della vita. &ldquo;La solitudine tocca profondamente tutti gli uomini&rdquo; dice Zaia e non si pu&ograve; annullare, ci accompagna per sempre, ma per alcuni pu&ograve; diventare la strada di una intima ricerca interiore.</em></span><font size="2"><em><o></o></em></font><span style="font-size: medium;"><em>Etimologicamente il termine solitudine significa <strong>sperare </strong>composta<strong> </strong>da<strong> se </strong>e<strong> parare. </strong>La prima indica<strong> divisione, </strong>la seconda<strong> parto.</strong></em><strong> (</strong><span style="font-family: Tahoma;"><em><strong>Quindi alla separazione della madre dal bimbo appena nato.)</strong></em></span>  </span><font size="2"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"><o></o></span></em></font><span style="font-size: medium;"><em><span style="font-family: Tahoma;">&quot;Ci sono una molteplicit&agrave; di solitudini &quot;afferma ancora <strong>Zaia &quot;</strong>quelle del creativo, dell&rsquo;asceta o di colui che sente l&rsquo;esigenza di ricercare un momento suo per ritrovare la parte spenta dell&rsquo; affanno di vivere&quot; e ancora&hellip;&quot;ho visto persone che avevano bisogno di condividere con gli altri la propria solitudine con la conseguenza di soffrirne ancora di pi&ugrave; una volta separati., altre che hanno cercato di metabolizzare la solitudine utilizzando gli struimenti della cultura e si sono messi in gioco intimamente elaborando le esperienze di vita vissuta, sono persone che si sono messe faccia a faccia con il loro vuoto interiore, con la paura della morte e dell&rsquo;abbandono.&quot;</span></em>  <span style="font-family: Tahoma;"><em> </em>Metabolizzare la solitudine &egrave; quindi per<em> </em><strong><em>Zaia</em> </strong>un percorso di ricerca che dura tutta la vita e che rievoca i grandi dolori vissuti.</span>  </span><font size="2"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"><o></o></span><em><strong>Marcel Proust</strong> che scrisse &ldquo;<st1 productid="La Recherche" w:st="on"></st1></em></font><span style="font-size: medium;"><em><strong>La Recherche</strong>&rdquo; nel suo letto di infermo, ci suggerisce che la solitudine &egrave; la pi&ugrave; grande forma di creativit&agrave; perch&eacute; &ldquo;<strong>al di fuori della solitudine non pu&ograve; avere luogo quella attivit&agrave; creatrice&rdquo;. </strong> Poi ci indica la lettura come terapia contro la solitudine perch&eacute; &ldquo;la sola disciplina che ha un influsso favorevole per scendere nelle profondit&agrave; di quelle zone altrimenti inaccessibili del nostro animo dove si nasconde la verit&agrave;&rdquo;</em>  </span><font size="2"><o></o></font><span style="font-size: medium;"><em>In <strong>Giacomo Leopardi</strong> l&rsquo;ambizione di uscire dalla propria disperata solitudine si concretizza nell&rsquo;urgenza di tuffarsi verso l&rsquo; aspettativa di grandi opere  ed esorcizzarla con l&rsquo;arte. <strong>(&quot;l&#8217;armi, qua l&#8217;armi. Nessun pugna per te? Io solo combatter&ograve;, procomber&ograve; sol io. Dammi, o ciel, che sia foco agli italici petti il sangue mio.&quot;) </strong></em><span style="font-family: Tahoma;">Come <em>&ldquo;il <strong>passero solitario</strong>&rdquo;</em> prover&agrave; solitudine, ma al contrario di lui rimpianger&agrave; di non aver vissuto al meglio il suo tempo migliore. Nella solitudine, dice Leopardi <em>&ldquo;<strong>l&rsquo;uomo si gitta naturalmente a considerare e speculare sopra gli uomini nei loro rapporti scambievoli e sopra se stesso nei rapporti con gli altri</strong> &ldquo;</em> e ancora <em>&ldquo;<strong>Uno dei maggiori frutti che io mi propongo e spero dai miei versi, &egrave; che essi riscaldino la mia vecchiezza con il calore della mia giovent&ugrave; e di assaporarli poi in quell&rsquo;et&agrave; per provare qualche reliquia dei miei sentimenti passati, e qui li lascio quasi in deposito per commuovere me stesso nel rileggerli e riflettere sopra quello che io fui</strong>&rdquo;</em></span>  </span><font size="2"><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"><o></o></span><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Tahoma;">Ancora dal <strong><em>Piccolo principe</em></strong></span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"><strong><em><o></o></em></strong></span></font><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em> :&ldquo;No&rdquo;, disse il piccolo principe. &ldquo;Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?&rdquo;</em></strong> <strong><em>&ldquo;E&rsquo; una cosa da molto tempo dimenticata. Vuol dire creare dei legami&#8230;&rdquo;</em></strong> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>&ldquo;Creare dei legami?&rdquo;</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>&ldquo;Certo&rdquo;, disse la volpe. &ldquo;Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l&rsquo;uno dell&rsquo;altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sar&ograve; per te unica al mondo&rdquo;.</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>&ldquo;Comincio a capire&rdquo;, disse il piccolo principe. &ldquo;C&rsquo;&egrave; un fiore&#8230; credo che mi abbia addomesticato&#8230;&rdquo;</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>&#8230;</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>Ma la volpe ritorn&ograve; della sua idea:</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>&ldquo;La mia vita &egrave; monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ci&ograve;. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sar&agrave; come illuminata. Conoscer&ograve; un rumore di passi che sar&agrave; diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi far&agrave; uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggi&ugrave; in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me &egrave; inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo &egrave; triste! Ma tu hai dei capelli color dell&rsquo;oro. Allora sar&agrave; meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che &egrave; dorato, mi far&agrave; pensare a te. E amer&ograve; il rumore del vento nel grano&#8230;&rdquo;</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>La volpe tacque e guard&ograve; a lungo il piccolo principe:</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>&ldquo;Per favore&#8230; addomesticami&rdquo;, disse.</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>&ldquo;Volentieri&rdquo;, rispose il piccolo principe, &ldquo;ma non ho molto tempo, per&ograve;. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose&rdquo;.</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>&ldquo;Non si conoscono che le cose che si addomesticano&rdquo;, disse la volpe. &ldquo;Gli uomini non hanno pi&ugrave; tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gi&agrave; fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno pi&ugrave; amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!&rdquo;</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>&ldquo;Che bisogna fare?&rdquo; domand&ograve; il piccolo principe.</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>&ldquo;Bisogna essere molto pazienti&rdquo;, rispose la volpe. &ldquo;In principio tu ti sederai un po&rsquo; lontano da me, cos&igrave;, nell&rsquo;erba. Io ti guarder&ograve; con la coda dell&rsquo;occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po&rsquo; pi&ugrave; vicino&#8230;&rdquo;</em></strong></span><span style="font-family: Tahoma;"> </span><em><span style="font-family: Tahoma;"><strong>Il piccolo principe ritorn&ograve; l&rsquo;indomani.</strong></span></em><span style="font-family: Tahoma;"><strong><em>(Saint-Exup&eacute;ry, 1943).</em></strong> </span>  </span><font size="2"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"><o></o><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Tahoma;">Che cos&rsquo;&egrave;  la solitudine allora? </span></span></span></em><span><em><span style="font-size: 10pt; color: black; font-family: Tahoma;"><span style="color: rgb(255, 255, 255);"><span style="font-family: Tahoma;"><font size="3">Amica o nemica?</font></span></span><span style="color: black; font-family: Tahoma;"><font size="3"><o></o></font></span><span style="color: rgb(255, 255, 255);"><span style="font-size: 8.5pt; font-family: Tahoma;"><o></o> </span></span><o></o></span></em></span></font><span style="color: rgb(255, 255, 255);"><font size="2"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"><font size="3" face="Times New Roman"> </font></span></em></font>  <font size="2"><em><span style="font-size: 10pt; font-family: Tahoma;"><font size="3" face="Times New Roman"><strong>F.</strong></font></span></em></font></span></p>
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