Meos circa lumbos mica,
o castitatis lorica,
aqua tincta seraphica;
patera gemmis corusca,
panis salsus, mollis esca,
divinum vinum, Francisca!
(Charles Baudelaire) "La gratitudine è la memoria del cuore." Jean B. Massieu (1772–1846)
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Queste sono le domeniche delle mele: raccoglierle, sbucciarle, cuocerle per le composte, le confetture.Subito dopo verranno le domeniche della legna da preparare per il camino e intanto sarà tornato il buio di pomeriggio. In questi giorni larghi in cui si mette da parte qualcosa per l’inverno, rileggo i fogli dei racconti scritti da mio padre. Li batteva a macchina a vista persa, pescando a memoria sui tasti. Quando ci chiedeva di leggerli non riuscivamo a finire una pagina per tutto il ridere degli sbagli. Formano sullo scaffale una mezza colonna di varie cartelle colorate.
Riparto dai primi racconti, pieni di vicende che chiamavo a intreccio di canestro e lui, per diminuirli ancora, li diceva: da impagliasedie. "Le storie servono per sedersi," era una sua frase. Molte sono ambientate nella Napoli del primo Ottocento, con serve bellissime, avventurieri inglesi, pittori di corte e delitti d’amore sul tufo di Posillipo.C’è un romanzo epistolare composto di lettere anonime, ci sono strozzini, orfani e maltrattate eroine di nome Clelia, Marzia, Ernestina. Sbrigliava a tutta festa ritagli e dettagli della sua passione per i documenti dell’epoca. Conosceva dinastie familiari con la precisione con cui ricostruì e scrisse la sua regalandola a tutti i nipoti. Leggo le sue storie squillanti, tirate via in fretta per puro slancio di correre dietro all’invenzione finché fioriva. Non gli importava il frutto, il valore finale, solo il fiore contava.
Dell’anno in cui abitammo di nuovo insieme mi mancano i molti saluti che ci scambiavamo ogni giorno. Cominciavamo al mattino presto: alla mia sveglia delle cinque e trenta lo trovavo già in piedi.
Poi all’uscire di casa, al rientro, all’ora della sua passeggiata e al congedo per la notte: quanti saluti, indispensabili, finiti. L’ultimo gliel’ ho detto a cuore appena fermo e sono sicuro che ha potuto sentirlo.
Mi accorgo solo adesso, rileggendoli, che i racconti sono pieni di saluti.
Sono tre anni che il suo corpo s’asciuga in un cimitero di paese, a poca strada dalla nostra casa dei meli e dei pioppi. Sul suo metro ho messo un rosmarino che è cresciuto con impeto. Devo scorciare i rami per non invadere il metro degli altri, ma, sotto, le sue radici non danno ombra a nessuno e sono libere. Ormai saranno arrivate a stringere le sue dita, a forzare la scatola magica del suo sorriso.
Intreccio a canestro le mani intorno ai rami verdi, cupi, profumati e posso sentire, oltre le foglie e il buio che ci separa, la forma delicata del suo cranio.
ERRI DE LUCA
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grande de luca
E’ sempre bello passare da te cara Francesca, un saluto ed un augurio di buon w/e!!
Vins last blog post..The show must go on!!
Ciao Frà. Io che ancora ho mio padre faccio veramente fatica a pensare a chi non ce l’ha più, a chi ha avuto la sfortuna di perderlo in età giovane o anche avanzata. Non riesco a concepire la mia vita senza mio padre. So che è un mio limite, grande e pesante. Un legame fatto di non tante parole ma di presenza, esserci quano occorre, quando c’è bisogno, anche solo di un sorriso, di uno sguardo.
Ti abbraccio forte, Frà. Buona domenica e stai serena
Melanias last blog post..pensieri confusi e notturni
Che voglia di mele!!! Le mie preferite sono quelle cotte con la cannella. Francesca, vedo cha anche a te piace l’autunno. Bene.
ciao franci, è tutto ok grazie….è solo che mi sento annoiato e svogliato, certo non mi ci sento a caso ma per delle ragioni precise, quindi, basta aspettare che digerisca….un bacio
nb: anche se non scrivo e non rispondo, sappi che sono comunque presente e ti/vi seguo con discrezione
faustine
grande davvero


ciao Vin!
è il limite di tutti Mel. questo è il fatto…
ILeo: io amo tutte le stagioni con le sorprese che ognuna di esse ci porta e con le aspettative appagate
new, lo so… a volte passa la voglia di continuare…poi penso : questo blog è una creatura mia…c’è dentro tanto di me…