
Quale che sia sia la diagnosi, la prognosi, la risposta alle terapie, non ci sono tumori di scarsa importanza.
E’ la stessa parola che lancia nel vuoto, snatura, sradica, gratta via la pelle dal cuore, dall’anima, trasforma. E forse chi ama queste persone non può che lasciarle “da parte” in alcuni istanti (che sembreranno secoli) perché troppo grande è il dolore che si deve condividere con loro. Il tumore credo rappresenti, sempre, per l’ammalato e per la sua famiglia, una prova scioccante, un evento tanto imprevisto quanto sconvolgente.Questo riguarda tutti gli aspetti della vita: il rapporto con il proprio corpo, il significato dato alla propria realtà, all’immagine che abbiamo di noi stessi e che immaginiamo gli altri abbiano di noi.
Qualcuno dopo un tumore ha cambiato il proprio aspetto fuori e dentro, ha provato l’abbandono e non certo perché gli altri lo avevano abbandonato, tutt’altro, ma perché loro stessi, con la malattia, avevano rinunciato ad una vita “normale” per lo scoramento, assumendo comportamenti aggressivi, sconcertanti o lamentosi e cambiando non si sono resi riconoscibili .
Naturalmente, come si evince, credo, da quello che ho sottolineato all’inizio di questo post, mi sto riferendo a persone che sono guarite, che hanno superato definitivamente la malattia.
“Come potevano amarmi come prima se io ormai non ero più lo stesso? ” mi ha confessatoun amico “Mi amavano si, ma sanguinando, con dolore, ed io non capivo, non sapevo”
Poi hascritto:
“Mie dolci creature divenute vittime del mio dolore. Non c’è niente che conti per me più di voi e della vostra felicità e tutta l’energia che ho la spenderò adesso per risarcirvi, per restituirvi quello che vi ho tolto anche se dovessi passare attraverso tanti altri errori farò in modo che essi pesino solo su di me”
“Per alcuni l’evento tumore è stato il più potente agente di cambiamenti esistenziali occorso in tutta la vita, ha spinto a cambiare affetti, lavoro e casa, luoghi e persone, ponendo la base di una rinascita complessiva; rinascita che era come invocata dal corpo attraverso la malattia, capace di minacciare la vita.”(citazione)
Per queste persone che hanno saputo ascoltare il linguaggio profondo del corpo, la malattia ha rappresentato l’inizio di una nuova vita, ma in questa nuova vita l’amore per la famiglia, per chi si ama più di noi stessi, non può che crescere.






































by ~NakoInverse





ReD PassiON. by ~JoTaRTe

man ray
Sono passata da questa esperienza e, per quanto mi riguarda, la malattia è stata il principale stimolo al cambiamento che è tutto in corso nel mio carattere, nel mio modo di vivere, nelle mie priorità, nei miei rapporti con gli altri.
Sto meglio di prima.
Un bacio.
grazie Fiore per il tuo commento
Mi è capitato di dover assistere inerme alla scomparsa di ben due mie giovani compagni della parrocchia che, pur nell’estrema difficoltà, hanno sempre pensato, pur se l’esito purtroppo non è stato positivo, come tu hai espresso nel tuo post e questo grazie, come mi dissero entrambi, a come sperimentarono, sulle proprie spalle, l’amore di Dio… sì, paradossalmente proprio Dio… che per nostro amore non esito a scendere tra noi, patire ingiustamente le sofferenze della passione “solo” per il grande amore che ha per ognuno di noi. Le sofferenze sono le spie più luminose perchè deponiamo il superficiale per afferrare con più consistenza l’essenziale.
hello.. first time here.. you have nice blog..
La malattia, il dolore quando non distruggono aiutano maturare, costringono ad avere delle priorità. Conosco persone che attraverso questa malattia sono diventate migliori, più attente agli altri e sensibili. Costanza
è così costanza, la malattia ci offre na diversa visuale del mondo
Ho visto persone tirare fuori una carica ed un coraggio impensabile. Ho visto persone rinnegare e non accettare la malattia sino all’ultimo istante.
E’ un qualcosa che sconvolge la vita di chi si ammala e di chi gli sta vicino.
E’ difficile, credo, pensare o immaginare la possibile reazione.
si melania…ognuno reagisce in maniera diversa. Molti si sentono abbandonati, non intuiscono fino ache punto i propri cari soffrono…subentra spesso una solitudine forzata, dura.
Hai toccato un tasto che mi coinvolge particolarmente.
Mia madre diversi anni fa è riuscita a superare appena in tempo la malattia e questa cosa ha cambiato non tanto lei che era già una donna forte di suo , ma piuttosto il mio modo di vedere ed aprezzare la vita.
Ciao
Flavio
la malattia cambia tutti: pazienti e familiari. tua mamma è una donna forte e questo ha aiutato lei e voi, così l’esperienza vissuta ti sarà d’aiuto per affrontare le difficoltà della vita ed apprezzare le piccole cose di tutti i giorni alle quali troppo spesso non diamo il giusto valore
eccomi, ho avuto qualche problemuccio con il template, quello che avevo prima è sparito…lo devo rintracciare
ma non fate caso a questi cambiamenti…:)
Francesca io ho rischiato tre volte di morire ed il cambiamento c’é stato e non sono stata capita.
Il mio carattere é molto piú forte di un tempo e ancora sanguino amore per tutti ma il ricordo della sofferenza mi ha portato a non aver paura piú di nulla e questo spaventa chi sta intorno a me.
Un bacio…
Il mio occhio dov’é????!!!
per arrivare l’avatar da me credo che bisogna essere iscritti a mybloglog…
comunque questo mio avatar è orribile e lo cambierò:)
anch’io xeena ho rischiato di morire e mi è accaduto più o meno quello che è accaduto a te:) Un bacio
Ho seguito mio nonno in questo brutto epilogo.
Ultimamente un mio amico e’ scomparso in soli 6 mesi da quando l’hanno diagnosticato.
E’ una delle cose che piu’ mi fanno paura.
si…è una cosa che fa paura a tutti, ma non è la sola che dobbiamo temere nella vita…quindi ci conviene non pensarci…io in questo post ho voluto sottolineare la sofferenza delle famiglie e come spesso l’ammalato si senta abbandonato anche se gli si fa muro intorno, alla fragilità dei sentimenti, degli equilibri sottoposti a dura prova
Anche a me fa paura, tanta. Sia per me che per gli alti.
Be sono contenta di essere finalmente qui a commentare questo tuo sentito post. Sembra quasi che sia cucito su di me visto il momento che sto passando al di la della mia divisa da lavoro… una doppia esperienza la mia. Equilibri che da anni si sono spezzati e ricuciti. Un nuovo modo di affrontare la vita e di sentire quanto bella e preziosa sia. Difficile spiegarlo oggi a mia madre, a dire il vero non ci ho nemmeno provato, questo non e’ il momento ma tornera’ a sorridere .
un forte abbraccio sincero
dona
certo che lo farà…ne sono certa. Un abbraccio forte e sincero anche da me!
Molti anni fa ho avuto problemi cardiaci, risolti dopo un intervento chirurgico. La malattia mi ha permesso di raggiungere una sofferta consapevolezza sulla fragilità della vita, sul senso da dare alle cose, sulla contiguità della morte. Non sono diventato più saggio, assolutamente no, ma il dolore di quell’esperienza mi ha arricchito donandomi un equilibrio che altrimenti non avrei raggiunto mai.
Ciao Francesca.
Tremo al ricordo di persone a me care. Ma esplodo di gioia e speranza per la rinascita di altre persone, a me care. Buona giornata Francesca ;-)duccio
Pim- Duccio @quella sofferta consapevolezza sulla fragilità della vita l’ho conquistata anch’io…sei anni fa sono stata sul punto di morire per una grossa cisti ovarica che premeva sull’aorta addominale. Dimessa da due noti ospedali romani che dicevano che non avevo nulla…(colon irritabile) alla fine sono stata operata all’ospedale di Marino (ormai stavo malissimo). Ho passato quasi un mese in ospedale…tutto il periodo delle feste natalizie.
Ciao carissima Francesca,
ho perso mio padre per quella terribile malattia, lui aveva 65 anni, io ne avevo 24.
Un abbraccio.
Antonio
antonio ti abbraccio
…. nel gito di 20 giorni si sono susseguiti due funerali di due colleghe.
La prima aveva 37 anni, la seconda 50.
Mio padre anche se n’è andato troppo presto per lo stesso motivo.
A volte mi chiedo “di quale morirò io?”.
Conosco anche chi è sopravvissuto, ma sono così pochi ….così pochi.
Per fortuna non mi ci sono trovato mai direttamente ma spesso mi sono interrogato come reagirei. Deve essere terribile fin che non ne sei fuori e credo si che se ne esce cambiati, segnati nel profondo da una brutta esperienza che paradossalmente può aiutare ad essere migliori, più attenti alla preziosità della vita, di tutti. Ciao Francesca
francesc0
Michela@ Non possiamo sapere quello che ci aspetta, ma dobbiamo essere positivi…non sono in pochi quelli che ce la fanno…sono aumentati grazie alla ricerca e alla prevenzione.Un bacio
Francesco@ Sicuramente la vita, una volta scampato il pericolo, acquista un nuoovo sapore.
Wow… potrebbe essere un bello spunto per la mia tesina d’esame… mi attizza.
bene, che facoltà?
io ho avuto un tumore per 15 anni, è tutto vero quello che c’è scritto.
Tania
ciao tania, so bene cos’è un tumore! baci:) Quindi ora sei guarita…ne sono felice!
Francesca’s last blog post..la chanson des vieux amants