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“La zona di tristezza in cui sarei entrato era così distinta dalla zona in cui soltanto un attimo prima mi slanciavo con gioia, così come in certi cieli una striscia rossa è separata da una striscia verde o da una striscia nera. Si vede volare un uccello nel rosa, sta per raggiungere il limite estremo, tocca quasi il nero, ecco vi è entrato. Ero talmente lontano, ora , da quei desideri in cui poco fa ero immerso, di andare a Guermantes, viaggiare, essere felice che la loro realizzazione non mi avrebbe procurato alcun piacere, come avrei dato tutto questo per poter piangere l’intera notte tra e braccia della mamma! Rabbrividivo, non staccavo gli occhi angosciati dal viso della mamma che non sarebbe apparso quella sera nella camera dove mi vedevo già con il pensiero, avrei voluto morire. E quello stato d’animo sarebbe durato fino all’indomani, quando i raggi del mattino, posando come il giardiniere la loro scala al muro rivestito di nastruzzi che si arrampivavano fino alla mia finestra, sarei saltato dal letto, per scendere in fretta in giardino senza più ricordarmi che la sera avrebbe recato sempre l’ora di lasciare la mamma.”
da “dalla parte di Swann”
marcel proust

L’avventura di Proust ne la Recherche non è quella di un personaggio classico, ma quella di una coscienza che si esprime attraverso la voce del narratore privilegiando l’analisi della vita interna, delle sensazioni, delle memorie e del sogno. Uno dei obiettivi “della ricerca” è di analizzare le trasformazioni che il tempo impone agli ambienti, agli esseri, alle sensazioni: Proust individua le leggi generali della psicologia dell’amore e delle emozioni. In questo viaggio scopre una realtà amara, ben diversa da quella che aveva sognato da bambino. Solo l’arte quindi può ridare alla vita deludente la sua unità ed il suo senso. Proust crede l’arte capace di recuperare il tempo e resuscitare la vita, il senso stesso della vita, dalla sua bellezza fino alle sue sofferenze. Scrive in prima persona. Tutto il romanzo è scritto in prima persona, e la voce narrante appare continuamente nel romanzo, eccetto “in un amore di Swann” che costituisce un vero “romanzo nel romanzo”.
“Sono l’osservatore che evoca gli eventi che ha vissuto e che prova a comprendere ed interpretare“.
All’inizio “della ricerca” tramite quest’eroe della memoria percorriamo i labirinti del suo passato. Ecco riapparire dunque le “diapositive” ingiallite dell’infanzia a Combray. Questa nuova commedia umana si svolge sotto i nostri occhi grazie alla voce quasi sussurrata ed estremamente viva del narratore. Attraverso lui, la vita scomparsa trova i suoi contorni, i suoi colori, il suo aspetto ed il suo soffio.
E’ meraviglioso!
Elsa Morante

Continuano gli arresti e gli attacchi del regime birmano agli attivisti politici pacifici.
Il 29 marzo, le autorità birmane hanno arrestato sei attivisti della “gioventù″ che avevano partecipato ad un raduno pacifico contro la costituzione. Il giorno seguente, cinque capi musulmani della Comunità di Rakhine sono stati arrestati, come riferito dalle attività politiche pacifiche. In due diverse occasioni in queste ultime due settimane, esponenti della democrazia e gli attivisti dei diritti dell’uomo a Rangoon sono stati assaliti e malmenati con bastoni.
Questi abusi dei diritti dell’uomo contribuiscono al clima di terrore e di repressione in Birmania mentre il regime, con un comunicato diffuso dalla televisione di Stato, annuncia che a maggio verrà indetto un Referendum volto a sottoporre al giudizio popolare la bozza di una nuova Costituzione Nazionale.
I rappresentanti democratici del popolo birmano hanno fatto chiaramente la loro opposizione al processo con cui il regime cerca di imporre la costituzione. Ciò nonostante, il regime sta procedendo al relativo referendum previsto. Il referendum non sarà altro che una pagliacciata condotta dall’implacabile regime dei generali e finanziata da Pechino. Gli arresti del regime degli uomini che fanno una campagna contro la costituzione, la relativa omissione di pubblicare la costituzione stessa ed accogliere favorevolmente i video indipendenti del referendum ed il relativo rifiuto sono la prova di tutto ciò quando, ad un mese dall’appuntamento per votare, il regime adotta misure criminali per frenare le proteste e
Rinnoviamo la nostra preghiera per il popolo birmano volta a liberare tutti i detenuti e i prigionieri politici, compreso Aung San Suu Kyi e auguriamoci un miracolo, un dialogo fra la direzione di regime e


dipinto di Marco Paolini “treno della memoria”
….non ricordo bene i vostri volti appannati
che scivolano piano nei comparti stretti e nodosi
della mia sbigottita memoria!
Ah Dio mio che meraviglia d’alba stamattina,
e le emozioni al cuore fanno a spinte, le belle e le brutte,
le buone e le cattive azioni, le inflitte e le subite.
Una porta chiusa dopo aver offerto un fiore,
forse il più bello, quello dell’invito.
Dio che dolore!
Una porta chiusa veramente, fisicamente,
proprio da chi ti aspettavi un sorriso.
E quello già avuto non conta, era falsificato, insufficiente,
era quello dell’ingordo che aspira attrarre a sé un innocente
seducendolo piano, per farne carne di dominio suo.
Ah mio Dio che meraviglia d’alba stamattina!
E allora? Che stai qui a fare a leccarti ferite, a sbrindellare il cuore?
Quelle non contano, ricorda,
non sono le tue anche se l’hanno inferte a te.
Volta le spalle come t’ha addestrato lui,
e invoca l’energico, il legittimo, il tuo,
il tempo esuberante della vita.
Il tempo vigoroso dove nessuno poteva osare tanto,
di vederti guaire, di vederti voltare le spalle,
di osservarti e esultare assaporando
la scena mentre abbandoni il piatto.

Pace negata da cervello sbucciato di uomo, teatro di ferocia.
Condizione distante, remota.
Pace lontana, color acqua di pozzo profondo.
Pace raggiunta, pace credibile, pace ai margini della strada.
Premio al dolore, premio al rancore, consolazione.
Pace in coro, fra gli uomini tutti, spezzati dalla discordia,
arrotolati nella sofferenza, pace come liquido in vena. Anestetico.
Necessità fisica, concime.
Pace raggiunta con artificio di vittime condotte al macello.
Pace sotterranea.
Pace restituita.

Quanto sei rimasto così Antonin, ad aspettare la tua follia?
Forse lui, l’uomo raggio, ha raccolto l’ultimo sguardo ancora vigile di sospetto nel mondo che a te sembrava corrotto, teatro di crudeltà. La piega amara della bocca, ancora qui così sensuale, quanto è rimasta ancora piena e turgida prima d’essere devastata dalla follia? Quanto hai sofferto Antonin? Di quanto ti sei privato? Seduttore di anime chiuso tra nere sbarre, disperato ormai di raggiungere la tua mente. Fermo al cuore, irrimediabilmente.
F.
”J’ajouterai à cela que j’ai besoin d’une femme qui soit uniquement à moi et que je puisse trouver chez moi à toute heure. Je suis désespéré de solitude. “
” Extrait de”L’ombilic des Limbes, Le pèse nerfs”
Ci volle l’allargamento del dibattito a opera del movimento del’antipsichiatria degli anni Sessanta perché le visioni di Artaud trovassero un contesto adeguato.
“l’ elettroshoc, signor Latrémolière, mi avvilisce, mi toglie la memoria, m’intorpidisce il pensiero e il cuore, fa di me un assente che si vede assente e che erra per settimane alla ricerca del suo essere, come un morto accanto ad un vivo che non è più se stesso, che ne esige la venuta, ma da chi non può più entrare. Ogni volta mi restituisce a quegli abominevoli sdoppiamenti di personalità di cui ho scritto nella corrispondenza con Rivière. Se l’uomo che in lei mi ha compreso e amato, come mi ha dimostrato nello scorso mese d’agosto, perché quello è il suo irriducibile io personale, se quell’uomo, dico, fosse stato assolutamente presente negli ultimi giorni per niente al mondo avrebbe sopportato d’infliggermi ancora una volta i supplizi del sonno e dell’orribile intorpidimento mentale dell’ elettroshoc.”
da “Pazzi di Artaud” di Sylvere Lotringer
Antonin Artaud, poeta, attore, scrittore di testi memorabili come: Il teatro e il suo doppio, Eliogabalo, Van Gogh il suicidato della società, Viaggio nel paese dei Tarahumara, Correspondance avec Jaques Rivière, La révolution surréaliste, Per farla finita col giudizio di Dio.
A sessant’anni dalla morte Antonin Artaud ( Marsiglia i 4 settembre del 1896 - Ivry 4 marzo del 1948) resta al centro di una violenta polemica che ha coinvolto gli psichiatri dell’ospedale di Rodez, dove soggiornò per quasi tutta la durata della seconda guerra mondiale.
E’ stato spesso asserito che Artaud non aveva conosciuto la guerra, che era rimasto isolato dal mondo, isolato nella sua follia.
Nulla è più lontano dalla verità. Antonin ha conosciuto i campi di concentramento e il paradosso è che non li ha conosciuti in quanto ebreo, ma in quanto pazzo. Ma eri davvero pazzo Antonin?

Ed è qui che sei finito uomo splendido? In quest’immagine grottesca? Quanto ti hanno grattato via l’anima per ridurti così?
Quante unghiate? Quanti morsi?
In memoria di Antonin Artaud
F.






























ReD PassiON. by ~JoTaRTe












by ~NakoInverse 

dicevate?