“la fame non aspetta”: l’arte che denuncia


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Antonin Artaud by Man Ray

In questo momento storico tutto mi sembra una copertura che camuffa la realtà. La politica è solo protezione del potere .Il destino del Paese è nelle loro mani, quelle dei politici che si azzuffano per i LORO interessi e non per quelli del Paese e degli italiani.

Restano in sospeso, tra le altre cose, le riforme costituzionali della legge elettorale e la proposta di legge sul conflitto d’interessi. Giocheranno al massacro, ma la FAME NON ASPETTA.

Forse i nostri politici potrebbero imparare da Antonin Artaud
LA FAME NON ASPETTA…

Decongestionare l’Economia vuoi dire semplificarla, filtrare il superfluo perché la fame non aspetta. Così poco inclini come siamo ad occuparci’ d’Economia, è sotto il suo aspetto Economico ed esclusivamente Economico che la situazione attuale ci colpisce, e lo fa in maniera pressante, angosciante, richiedendo soluzioni immediate, se non vogliamo che siano gli avvenimenti a imporci le loro soluzioni, che sarebbero disastrose, ma probabilmente decisive. E la questione che si pone è quella di sapere se bisogna provare a orientarli, gli avvenimenti, accelerandone il ritmo nel loro verso, o se per caso non valga la pena di lasciarli correre, fino a che l’ascesso si svuoti da sé, una volta per tutte, e per davvero. Possiamo affidare al caso, certo, il compito di giungere a soluzioni estreme; ma non è affatto certo che il caso non guidato faccia bene e completamente quanto deve, ma un intervento, poiché un intervento è inevitabile e necessario, potrebbe darsi, per essere al contempo efficace e decisivo, solo nel senso di un certo numero di necessità naturali e fiutando gli avvenimenti. Che la situazione sia grave, angosciante, e ancor più che angosciante, minacciosa, nessuno lo negherà e forse non dipende ormai più da noi il fatto che diventi, dall’oggi al domani, catastrofica. Qualunque cosa avvenga, c’è un certo numero di fatti elementari che è indispensabile che siano da tutti compresi, per contenere o precedere il disastro, e in tal caso farlo evolvere in un corso vantaggioso e comunque efficace perché se ne tragga il maggior vantaggio. Si sa che quest’anno, come “tredicesima”, i salari sono stati ridotti qui dei 10, altrove dei 20%, e questo in modo unanime, in tutta la Francia. In questa notte di fine d’anno, prima dell’anno nuovo che non osiamo più sperare si conduca meno fiaccamente e meno … dei precedente, sappiamo che la maggior parte dei teatri di Parigi ha registrato incassi che si possono considerare i peggiori dell’anno e per i cinema gli incassi sono diminuiti, in rapporto alla vigilia di Natale, di un sesto. Otto giorni fa, il maggior industriale serico di Lione, Gillet, la cui azienda era vecchia di oltre un secolo, è fallito, accusando una perdita di capitale di un miliardo, e lasciando sul lastrico più di tremila operai. Lo Stato non concede sussidi di disoccupazione, ma le autorità locali, che non vogliono lasciar morire di fame i trecentomila disoccupati della regione parigina, prendono, da casse di mutuo soccorso frettolosamente messe in piedi, da sei a otto franchi al giorno che distribuiscono a ogni disoccupato, che per poco che tenga famiglia ha a mala pena di che conservare forza sufficiente per vedersi lucidamente morire di fame. Questa è la soluzione come si mostra ai non prevenuti e agli ignoranti. Ma questi elementi sono insufficienti per sbattere, davanti agli occhi di chi non ha paura di affrontare la verità, il quadro premonitore di immense, inevitabili e indubbiamente salutari, perché necessarie, rivoluzioni.
Capitalizzare la fame.
….

Qui, credo, passa la linea di confine che separa l’arte che graffia, denuncia, ricerca e fa ragionare, dall’arte che conserva, rassicura e intrattiene. Un esempio ci viene da A. Artaud, uno dei più grandi artisti del secolo passato: “…il dovere dello scrittore, del poeta, non è di rinchiudersi vilmente in un testo, in un libro, in una rivista da cui non uscirà mai più, ma, al contrario, di uscire fuori per scuotere, per attaccare lo spirito pubblico; se no a che cosa serve?”. Non a caso Artaud non si limitava ad esprimere le sue denuncie sociali con linguaggi correnti, altrimenti avrebbe fatto il politico; il suo linguaggio era pura sperimentazione artistica, dirompente e scioccante, giocato su una compenetrazione tra il contenuto e le sonorità vocali con cui questo era espresso. Artaud voleva parlare del disagio di vivere, e effettivamente chiunque assistette alle sue performance ne uscì con la consapevolezza di avere sperimentato sulla propria pelle il disagio esistenziale.
estratto di un articolo di Fabio M. Franceschelli

15 Responses to ““la fame non aspetta”: l’arte che denuncia”


  1. 1 biaNo Gravatar

    hei ciao… grazie per essere passata da me. lo so, mio babbo ha sbagliato, ma si è reso conto dell’errore e ha preferito la famiglia. lei è sempore così fuori dal mondo, mi fa arrabbiare. vorrei parlarle ma la paura che tutto sia vero mi uccide.
    un bacio
    Bia.

    p.s.
    anche ora è incollata al cellulare e non mi ascolta. :evil:

  2. 2 FabioletterarioNo Gravatar

    Francesca, ma significherebbe anche dover pensare agli altri, e questo per la maggior parte dei politici è troppo oneroso!

    Fabioletterario’s last blog post..Fabioletterario bussa sempre due volte

  3. 3 Oscar FerrariNo Gravatar

    “…il dovere dello scrittore, del poeta, non è di rinchiudersi vilmente in un testo, in un libro, in una rivista da cui non uscirà mai più, ma, al contrario, di uscire fuori per scuotere, per attaccare lo spirito pubblico; se no a che cosa serve?”.
    prova ad andarlo a dire agli artisti italiani, che vivono attaccati alle sottane del potere

    Oscar Ferrari’s last blog post..L´AFRICA, IMPORTANTE MA NON FONDAMENTALE

  4. 4 francescaNo Gravatar

    ciao Bia…magari tutto cambierà. abbi fiducia!
    fabio è così…troppo oneroso
    oscar è terribile, ma vivono attaccati alle sottane del potere perché è tropo conveniente

    francesca’s last blog post..‘la fame non aspetta? l?arte che denuncia

  5. 5 Pino AmorusoNo Gravatar

    Ciao…sono d’accordo su tutto; cm nn esserlo…Purtroppo sarà sempre così fino a quando i partiti sceglieranno chi ci deve rappresentare. Le alternative oggi sono due: o non si va a votare, oppure ci si tappa il naso e si vota il meno peggio!!!
    :mad:

    Pino Amoruso’s last blog post..Perchè la Giornata della Memoria

  6. 6 xeenaNo Gravatar

    Magari avere artisti cosí.

    xeena’s last blog post..Colazione da Xeena: che risveglio di merta

  7. 7 robertoNo Gravatar

    Incrociamo le dita che forse questa volta i politici hanno capito che il popolo italiano e stufo.
    Grazie per tutti quei bellissimi commenti che mi hai lasciato.
    Roberto

    roberto’s last blog post..MAESTRALE

  8. 8 OmbraNo Gravatar

    “tutto mi sembra una copertura che camuffa la realtà”

    Ecco, hai preso il nocciolo della questione, quando la realtà non si può far vedere per quanto fa schifo, si erge la copertura.

    Ombra’s last blog post..Come pillole smorza cervello.

  9. 9 FrancescaNo Gravatar

    xeena…saranno tutti estinti?
    roberto…speriamo :)
    Pino…dovremo davvero tapparci il naso :(

    Francesca’s last blog post..‘la fame non aspetta? l?arte che denuncia

  10. 10 giuliaNo Gravatar

    Bello e condivisbile quello che dici, anch’io penso che soprattutto in certi momenti gli intellettuali dovrebbero uscire più allo scoperto, mettersi in gioco. Un abbraccio, Giulia

  11. 11 FrancaNo Gravatar

    “Restano in sospeso, tra le altre cose, le riforme costituzionali della legge elettorale e la proposta di legge sul conflitto d’interessi”.
    Restano perchè probabilmente, in realtà quasi nessuno le vuole.
    Io non credo, come ha detto Roberto, che i politici abbiano capito.
    Tanto per farti un esempio a Falconara, comune medio alle porte di Ancona che va fra poco alle elezioni, stanno tentando di mettere in piedi una coalizione Forza Italia - Pd, ossia la fine della diversità dei contenuti. E’ questo che chiedono gli italiani?

    Franca’s last blog post..E Dio dov’era?

  12. 12 NEWYORKERNo Gravatar

    glisso con un “ciao sto partendo ci vediamo venerdì” ;)
    NEWYORKER’s last blog post..ragazzi di vita indoor

  13. 13 MelaniaNo Gravatar

    Sono d’accordo, non c’è ombra di dubbio. Siamo arrivati ad un punto di scontento che più in là non sui può andare. Io sono sempre stata di sinistra, eppure vedo, da qualsiasi parte mi giri, con chiunque io parli, malumore, dubbi, delusione… ci sarà un motivo…
    non tutti gli artisti sono attaccati alle sottane del potere. molti sì, ma non tutti. lo vivo molto molto da vicino questo problema.

    Melania’s last blog post..il diario di Anna Frank

  14. 14 BarbaraNo Gravatar

    tra l’articolo e quel che succede in Italia ci trovo molte differenze

    Barbara’s last blog post..Mais songez?

  15. 15 francescaNo Gravatar

    non ha importanza, volevo sottolineare l’arte che denuncia.

    francesca’s last blog post..Verlaine

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