Tag Archive for 'famiglia'

Sei cose soltanto? Molte di più!

 

Finalmente posso accettare gli inviti di:

ALBERTO
SALVATORE
ANTONIO
ELENA
e  quello  della mia Principessa preferita che è stata la prima a nominarmi

PRINCIPASTICCIO

SPERO DI NON AVER DIMENTICATO NESSUNO!!!!

Ecco il regolamento:


- indicare il link di chi vi ha coinvolti
- inserire il regolamento del gioco sul blog
- citare sei cose che vi piace fare…
- coinvolgere altre sei persone…
- comunicare l’invito sul loro blog…

Sei cose che mi piace fare:

1) Scrivere racconti, poesie, descrivere un’immagine e trarre da questa un’istantanea, un  brevissimo racconto.

2) Ascoltare la musica che preferisco e immaginare ad occhi chiusi una storia, qualcosa da scrivere e da raccontare.

3) Andare al cinema o a teatro con gli amici, raramente sola, discutere poi dello spettacolo davanti ad un bel piatto di spaghetti. (due piaceri  quasi imprescindibili) :)

4) Viaggiare, visitare città nuove, Paesi nuovi, girare per le strade piano osservando tutto minuziosamente e, soprattutto, osservare la gente che passa e immaginare la loro vita.

5) Comunicare con voi amici virtuali. :)

6) Ma in realtà è la prima cosa: stare con la mia famiglia, assaporare ogni attimo vissuto insieme.

Nomino adesso :)

NOEMI
FABIO
FABIOLETTERARIO
FrancescO
ALEX
FINO

Sei cose sono poche, ma il regolamento è il regolamento!
Kisses

F.

la rinascita

Davide Iaione: “nuova vita” tecnica mista su cartonplume

Quale che sia sia la diagnosi, la prognosi, la risposta alle terapie, non ci sono tumori di scarsa importanza.

E’ la stessa parola che lancia nel vuoto, snatura, sradica, gratta via la pelle dal cuore, dall’anima, trasforma. E forse chi ama queste persone  non può che lasciarle “da parte” in alcuni istanti (che sembreranno secoli) perché troppo grande è il dolore che si deve condividere con loro. Il tumore credo rappresenti, sempre, per l’ammalato e per la sua famiglia, una prova scioccante, un evento tanto imprevisto quanto sconvolgente.Questo riguarda tutti gli aspetti della vita: il rapporto con il proprio corpo, il significato dato alla propria realtà, all’immagine che abbiamo di noi stessi e che immaginiamo gli altri abbiano di noi.

Qualcuno dopo un tumore ha cambiato il proprio aspetto fuori e dentro, ha provato l’abbandono e non certo perché gli altri lo avevano abbandonato, tutt’altro, ma perché loro stessi, con la malattia, avevano rinunciato ad una vita “normale” per lo scoramento, assumendo comportamenti aggressivi, sconcertanti o lamentosi e cambiando  non si sono resi riconoscibili .
Naturalmente, come si evince, credo, da quello che ho sottolineato all’inizio di questo post, mi sto riferendo a persone che sono guarite, che hanno superato definitivamente la malattia.
“Come potevano amarmi come prima se io ormai non ero più lo stesso? ” mi ha confessatoun amico “Mi amavano si, ma sanguinando, con dolore, ed io non capivo, non sapevo”
Poi hascritto:

“Mie dolci creature divenute vittime del mio dolore. Non c’è niente che conti per me più di voi e della vostra felicità e tutta l’energia che ho la spenderò adesso per risarcirvi, per restituirvi quello che vi ho tolto anche se dovessi passare attraverso tanti altri errori farò in modo che essi pesino solo su di me”
“Per alcuni l’evento tumore è stato il più potente agente di cambiamenti esistenziali occorso in tutta la vita, ha spinto a cambiare affetti, lavoro e casa, luoghi e persone, ponendo la base di una rinascita complessiva; rinascita che era come invocata dal corpo attraverso la malattia, capace di minacciare la vita.”(citazione)
Per queste persone che hanno saputo ascoltare il linguaggio profondo del corpo, la malattia ha rappresentato l’inizio di una nuova vita, ma in questa nuova vita l’amore per la famiglia, per chi si ama più di noi stessi, non può che crescere.

Mi auguro siano in molti a sentire dentro si sé crescere il seme dela rinascita. (l’altro aspetto delle cose)