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immortalità

 

Il mondo è giunto all’orlo di un confine:
se lo supererà, tutto potrà trasformarsi
in follia, la gente
andrà per le strade con
una violetta in mano oppure
si ammazzerà al
primo incontro.
E basterà poco,
una goccia d’acqua,
per far traboccare il bicchiere:
magari che sulla strada ci sia una
sala macchine
un solo uomo, o un solo decibel in più.
C’è una specie di
confine quantitativo
che vietato superare
ma nessuno lo sorveglia
e probabilmente
nessuno sa che esiste.
da “L’immortalità” di Milan Kundera

Una donna di circa di sessant’anni, ai bordi di una piscina, esegue le istruzioni di un giovane maestro di nuoto. A lezione finita, esce dalla vasca, e dopo aver fatto qualche passo si volta a salutare il maestro. L’autore, che è in attesa di un amico, il professor Avenarius, la sta osservando, scrive: Quel sorriso e quel gesto appartenevano ad una donna di vent’anni! E poche righe dopo: Quel sorriso e quel gesto avevano fascino ed eleganza, mentre il volto e il corpo di fascino non ne avevano più.” E ancora: Ma la donna, anche se doveva sapere di non essere più bella, in quel momento l’aveva dimenticato.
Questo è l’istante che vive nell’immortalità.
Dal gesto di saluto nasce nella fantasia dell’autore la protagonista di questa storia: Agnes.. C’è sempre qualcosa nella realtà che ispira un artista, inevitabilmente.
Kundera non si limita a narrare …il sogno accompagna la storia raccontata..

Agnes sta passeggiando per le strade di Parigi, il fascino della città infranto dal caos:

 il mondo è giunto all’orlo di un confine; se lo supererà, tutto potrà trasformarsi in follia… . C’è una specie di confine quantitativo che è vietato superare, ma nessuno lo sorveglia e probabilmente nessuno sa neanche che esiste.

Ciò che ci circonda ha uno stretto collegamento con noi, qualcosa di più di una affinità con il nostro ego.
Ecco il tema che l’autore ci invita a seguire.. di vivere così come vogliamo vivere, di andare là dove vogliamo andare.

E Agnes, cerca questa libertà con una difesa contro quei sentimenti che minacciano la nostra individualità, compreso perfino l’amore.

Un percorso certamente difficile, quello disegnato dall’autore, una sorta di labirinto degli specchi, dove sempre incontriamo qualcosa che già abbiamo conosciuta e tuttavia non possiamo dire che ci appartenga.

Fonte: http://www.bartolomeodimonaco.it/




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