Published on Venerdì, Febbraio 29, 2008 .
Ecco un’altra mia istantanea già pubblicata nel mio vecchio blog.

L’uomo è affaccendato al lavello, pile di piatti sporchi ancora da lavare, i vestiti lisi, stinti, le scarpe larghe e consumate dai passi , le spalle inarcate, la testa grigia china, le mani grandi e nodose insaponate.
La luce artificiale, fioca, spruzzata da una lampadina nuda, oscilla nella piccola stanza, incerta.
E’ sera.
I pensili, pochi, rugginosi, si allungano oltre la maiolica sbeccata fino alla carta spessa e sudicia con leggeri ornamenti sbiaditi. Alla parete accanto uno trasudo ampio, in estensione.
La ragazza, seduta al piccolo tavolo laccato lo osserva, un’ombra di angoscia, di pena infinita sembra attraversare il suo volto fresco, pulito. I vestiti fuori moda guarniscono l’esile corpo abbandonato sulla seggiola di formica azzurra dalle gambe ossidate…la mano destra, posata sul tavolo, minuscola, offesa.
Ai suoi piedi accoccolato un piccolo micio rosso completa il quadro familiare di una storia sciupata da una vita ai margini.
dicevate?