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Apr 10 2008

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Francesca

dolcezza inerme

 
 
E così Ida iniziò la sua carriera di maestra, che doveva concludersi dopo quasi 25 anni…Ida trovò posto in una scuola non del suo quartiere San Lorenzo, ma assai distante, verso la Garbatella, (dove poi, col passare degli anni, in seguito a demolizioni, la sua scuola venne spostata al rione Testaccio.) Per tutta la strada, il cuore le batteva di spavento, fra la folla estranea dei tram, che la schiacciava e la spingeva in una lotta in cui sempre lei cedeva e restava indietro. Ma all’entrare in classe, già subito quel puzzo speciale di bambini sporchi, di moccio e di pidocchi la racconsolava con la sua dolcezza fraterna, inerme, e riparata dalle violenze adulte.
Prima dell’inizio di questa sua carriera, un pomeriggio piovoso d’autunno, Iduzza, sposata appena da pochi mesi, era stata scossa su al suo ultimo piano da un fragore di canti, urla e sparatorie per le vie sottostanti del quartiere. Difatti erano le giornate della "rivoluzione" fascista e in quel giorno ( 30 ottobre 1922) si andava svolgendo la famosa "marcia su Roma".
Una delle colonne nere in marcia, entrata in città per la Porta di San Lorenzo, aveva trovato una aperta ostilità in quel rione rosso e popolare, e prontamente s’era data alla vendetta, devastando le abitazioni lungo la strada, malmenando gli abitanti e ammazzando alcuni ribelli sul posto.
 
 
da "La Storia" di Elsa Morante
 
 
Brano tratto da "San Lorenzo racconti fotografici"
 
 
 

A mamma Ida, a Roma, a san Lorenzo, alla storia, a "La Storia", a Elsa

Francesca
 
Elsa Morante

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Mar 21 2008

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Francesca

casa mia, casa mia….

san lorenzo fuori le mura

Da oggi ho una casa nuova!!! Si fa per dire, è una casa da ristrutturare, da radere al suolo e ristrutturare…in un quartiere che amo, nella città che amo.

Di seguito la mia poesia su Roma pubblicata nell’Antologia “Raccontare Roma visioni poetiche della città” collana Poiesis della Giulio Perrone Editore presentato e introdotto da Walter Mauro.

Roma pensata come un paesaggio magnetico, un universo, in questi componimenti in cui si mescolano voci e prospettive deiverse. Giovani poeti e meno giovani, tra loro molti esordienti, hanno costruito una loro personale immagine della metropoli: partono da un dettaglio, lo ingigantiscono, o ne accumulano diversi - a comporre un minimo itinerario esistenziale e cittadino insieme. Un vario e difforme tracciato di strade, tunnel di foglie e rami, palazzi periferici che offrono ombra nei giorni caldi; oasi silenziose di piazze, barriere laminate d’auto, chiese. Che cosìè oggi Roma? E come si fa a raccontarla? Dimostrano molti di questi autori che al caos dell’oggi si può ancora far fronte, scommettendo sulla forza dei versi e sulla concentrazione, sulla precisione di uno sguardo che riesce a isolare, a mettere a fuoco.

Walter Mauro

GLI OCCHI DI ROMA

Roma di strade intrecciate da umori,

di palazzi, di immagini, di Re.

Roma nascosta di eroi e suggestioni,

Roma all’aperto di Dolce vita e Caffè.

Roma di mercatini, di gatti, di passioni,

di fontane e papaveri , di scorci e di portoni.

Roma degli oratori, di ponti e gallerie,

Roma di passeracci, Roma di trattorie.

Roma di mezzogiorni scanditi da campane,

Roma delle carrozze, Roma delle fontane.

Roma di archi e chiese, Roma di luce eterna,

di anfiteatri e piazze, Roma della Cisterna.

Roma di mattoncini nelle strade assolate,

Roma della fontana delle Vittorie Alate.

Roma di cantori di teatro e di genti,

Roma di lunga storia di attimi fulgenti.

Roma dello Zodiaco, di una notte sofferta,

Roma di San Lorenzo, Roma Città aperta.

F.

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